"A Latina quel giorno c'era un clima ostile. C'era una galassia fascista composta da un migliaio di persone come hanno riportato gli organi di stampa che contestava la mia presenza. Ero la terza carica dello Stato e i toni erano eversivi". E' questo uno dei passaggi più significativi della deposizione dell'ex Presidente della Camera Laura Boldrini che figura come parte offesa nel processo per diffamazione aggravata e che vede nove imputati e che si è svolto oggi pomeriggio a Latina davanti al giudice Elena Nadile. Nella sua testimonianza l'ex presidente della Camera ha ricordato che non ha voluto più abbassare la testa di fronte agli insulti e le minacce sul web.

"Ho voluto dare un messaggio chiaro agli attacchi che continuavano ad arrivare. Non starò più zitta mi sono detta". Nel corso della deposizione ha ricordato che quel giorno (il 19 luglio del 2017) al Parco Comunale in occasione dell'intitolazione dell'area verde ai giudici Falcone e Borsellino:  <C'erano persone che gridavano Duce Duce e facevano il saluto romano>. Al centro del processo è finito un fotomontaggio che raffigurava un piccolo balilla che urinava su una foto dell'allora presidente della Camera e nel corso delle indagini la Polizia postale ha identificato nove persone che hanno commentato l'immagine con una serie di insulti indirizzati alla Boldrini e che sono imputate. In aula hanno deposto anche un investigatore della Polizia postale che ha ricostruito gli accertamenti per risalire ai presunti responsabili e due collaboratori della Boldrini. Alla fine il processo è stato rinviato al 23 febbraio e per quella data sarà chiamato a deporre il sindaco Coletta, testimone della Boldrini.