L'obiettivo è quello di convivere con il virus, non di arrivare al contagio zero. E' la frase ormai ricorrente delle istituzioni in materia di pandemia, alimentata da una realtà che a fronte della crescita esponenziale dei positivi presenta ancora un numero di ricoveri sotto controllo. Ma per quanto sarà così? Tutto dipenderà da come Omicron 5 continuerà a diffondersi, se mantenendo la velocità attuale o calando d'intensità. Ancora tanti dubbi quindi e numerose ipotesi, con un'unica certezza: quella che ci aspetta non sarà un'estate Covid free. Stazioni e aeroporti iniziano a riempirsi di persone che partono per le vacanze, da noi come nel resto dei paesi dell'Ue si allentano sempre più le restrizioni anti-Covid. Un quadro contradditorio che tocca soprattutto le principali mete estive, sia italiane sia europee. Tra queste spicca la Grecia, segnalata dall'Ecdc (European centre for disease control) con il colore rosso scuro, indice di elevata diffusione del virus. Si parla di un'incidenza pari a 1.125 casi per 100 mila abitanti in 14 giorni. Sono molti i paesi con un'incidenza oltre i mille. L'Italia è a 981 casi per 100 mila abitanti su una media europea di 694 e si configura come paese a rischio alto.


E chi ha deciso, dopo due estati passate all'insegna della prudenza, di prenotare una vacanza, sia in Italia sia all'estero, inizia a tremare. Secondo gli esperti, da noi (e probabilmente anche altrove) il picco di contagi è previsto per metà luglio, con possibilità di allungarsi ai primi di agosto: tutto a causa di Omicron 5, nota per aggirare gli anti-corpi generati dalla contrazione delle altre varianti e pertanto in grado di re-infettare chi già ha avuto il Covid, ma anche chi è vaccinato con le tre dosi perché la nuova variante è in grado di bucare i vaccini. Il quadro epidemiologico tutt'altro che rassicurante sta spingendo le regioni a chiedere al governo di velocizzare la somministrazione della quarta dose agli over 70 (che adesso è raccomandata per over 80 e fragili). In prima linea c'è il Lazio che preme per anticipare di qualche mese il richiamo del vaccino nella fascia almeno degli ultrasettantenni.

Siamo di fronte a una variante nuova molto contagiosa e contestualmente è stato riaperto tutto per cui assistere a un aumento dei contagi è normale, passando da una fase pandemica a quella endemica.
Passando ai numeri, ieri in provincia si sono contati 424 casi (tanti per essere lunedì con soli 1.166 tamponi processati) con un tasso di positività pari al 36%; nel Lazio invece di contagi se ne sono registrati 4.777, con un tasso di positività del 24,5%.