Da ieri i poliziotti della Questura di Latina impiegati nelle attività di controllo del territorio e prevenzione dei reati hanno in dotazione anche la pistola taser, efficace strumento di dissuasione utile per affrontare le situazioni più complesse e rischiose. L'arma a impulsi elettrici ha fatto il suo debutto dopo un periodo di formazione che consente alla Polizia di assicurare la presenza di una pattuglia specializzata nell'utilizzo del taser per ogni turno della Squadra Volante che opera nel capoluogo pontino e in ogni commissariato.
Dopo un periodo di sperimentazione in alcune città italiane, il Ministero dell'Interno ha valutato l'efficacia di quella che viene considerata a tutti gli effetti un'arma, decidendo così di estendere la dotazione anche ad altre questure, compresa quella di Latina. Negli ultimi mesi quindi i poliziotti sono stati formati, grazie all'impiego di istruttori precedentemente preparati per l'occasione, per gestire le situazioni di emergenza nelle quali è previsto l'impiego del taser.

La pistola a impulsi elettrici consente di inibire i movimenti di una persona attraverso il lancio di dardi collegati al taser con fili che trasmettono gli impulsi elettrici per alcuni secondi. Il tempo utile per consentire a un secondo poliziotto di intervenire per immobilizzare la persona con le manette. Ma questa in realtà è solo l'ultima fase di una procedura ben precisa, che non per forza deve portare all'utilizzo della "scossa".
Prima di tutto il taser non è in dotazione alle pattuglie impiegate per gli interventi. I poliziotti di ciascun turno che sono deputati all'utilizzo della pistola elettrica, intervengono solo in caso di necessità: dev'essere l'operatore di polizia durante un intervento a richiedere il supporto della pattuglia dotata di taser. In questi casi, la centrale operativa attiva appunto la procedura che prevede anche li coinvolgimento del soccorso sanitario: viene allertato il 118 per la potenziale necessità che venga inviata anche un'ambulanza, nel caso in cui possa essercene bisogno. Questo non perché la persona colpita dalla scarica elettrica possa subire conseguenze dal taser, ma perché potrebbero sorgere imprevisti, come ad esempio le conseguenze della caduta.


Le circostanze in cui il taser è richiesto, sono soprattutto quelle che vedono coinvolte persone esagitate o armate e si ribellano con violenza all'intervento della polizia. In ogni caso il poliziotto dotato di taser, che deve essere affiancato da un collega abilitato come lui a questo tipo di interventi, prima di tutto deve avvisare la persona mostrando la pistola elettrica, quindi può mostrare la scarica elettrica prima di inserire la cartuccia che contiene i dardi. Un deterrente che spesso è sufficiente per riportare alla calma l'esagitato di turno. Nel caso in cui la situazione sia ingestibile, quindi, la persona viene colpita con i dardi e l'operatore di polizia attiva le scariche elettriche, per un massimo di cinque secondi, che bloccano i movimenti. In quel frangente, il secondo poliziotto deve intervenire per immobilizzare il fermato.