Hanno confermato quanto riportato nella denuncia le parti offese vittime dell'estorsione da parte dei tre Casamonica. Nel corso dell'incidente probatorio che si è svolto nei giorni scorsi in Tribunale davanti al giudice per le indagini preliminari Mario La Rosa, le due persone chiamate a deporre per cristallizzare una prova da portare al dibattimento, hanno ripercorso quello che è avvenuto la sera del 9 marzo. I fatti a Latina in un locale in zona pub e poi in un ristorante della Marina. Nel corso della lunga audizione durata oltre due ore le vittime, hanno ripercorso le richieste dei Casamonica che hanno cercato di imporre il pizzo ai due commercianti pontini. Erano stati gli agenti della Squadra Mobile a ricostruire i fatti e le risultanze investigative erano state condivise dal gip del Tribunale che aveva firmato tre provvedimenti restrittivi: uno in carcere e due ai domiciliari, richiesti dal Procuratore Capo Giuseppe de Falco. Non si conoscono altri particolari sull'esito dell'esame se non quello che le vittime hanno confermato quanto denunciato in Questura nell'immediatezza dei fatti. Le misure cautelari avevano riguardato Diego Casamonica di 43 anni e poi Guido e Marco di 23 anni, tutti residenti alla Romanina a Roma. E' emerso che gli indagati hanno lasciato i locali senza pagare il conto e volevano che i titolari assecondassero le loro richieste. In un caso sul Lungomare di Latina hanno consumato una cena con un menù di pesce per un totale di circa 1600 euro. Non hanno pagato e avrebbero tentato di prendere dei soldi anche da uno dei soci dell'attività commerciale.
«Lo sai chi sono io no? Lo sai chi sono i Casamonica?». E ancora: «Sono Casamonica Marco e quando io chiedo qualcosa è gradito che venga esaudito», così ha detto uno dei tre componenti al titolare del locale al Lido. C'è un altro episodio ricostruito in aula: i tre indagati si sono presentati in un bar e hanno consumato vini pregiati non badando a spese e in un secondo momento hanno estorto somme di denaro al gestore.