La partita processuale più importante in questa fase finale del processo Scheggia è attesa per il pomeriggio del 13 settembre. In aula si annuncia un confronto serrato su cui le difese confidano di raccogliere elementi per tirare la volata e cercare di scalfire l'impianto accusatorio. La richiesta del legale dell'ex consigliera regionale Gina Cetrone è stata accolta. Quel giorno ci sarà il faccia a faccia tra l'imputata e Agostino Riccardo, il pentito un tempo appartenente al clan Di Silvio. L'avvocato Lorenzo Magnarelli aveva chiesto al Collegio penale di poter far arrivare il collaboratore di giustizia ovviamente con tutti i dispositivi di sicurezza previsti in questi casi direttamente in aula. «E' importante che si possano guardare negli occhi», aveva chiesto. Il Tribunale ha ritenuto che l'impianto di videoconferenza di cui è dotata l'aula possa andare bene e in questo modo è garantita la massima sicurezza. Riccardo sarà in una località segreta da dove avverrà il confronto. E' la prima volta in uno dei processi della Dda che si stanno svolgendo a Latina dove viene accolta la richiesta di un faccia a faccia tra un imputato e un collaboratore di giustizia. Nell'inchiesta Scheggia, condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dal pm Luigia Spinelli, sono finite anche le dichiarazioni del pentito in forza un tempo all'ala riconducibile ad Armando «Lallà» Di Silvio. Prima dello scioglimento della riserva, per poco più di 40 minuti aveva parlato l'ex capo della Squadra Mobile di Latina Carmine Mosca, che aveva firmato l'informativa dove sono contenute anche le dichiarazioni dell'altro collaboratore di giustizia Renato Pugliese.