Due colpi esplosi da vicino: da una distanza superiore ai 50 centimetri: probabilmente tra uno e due metri. In Corte d'Assise il medico legale Maria Cristina Setacci ricostruisce le modalità dell'omicidio di Massimiliano Moro, ucciso a colpi di pistola nella guerra criminale il 25 gennaio del 2010 nel suo appartamento di Largo Cesti. Il medico legale, allertato dalla Polizia quando è scattato l'allarme, ha ripercorso quella sera, a partire dalla chiamata per intervenire sulla scena del crimine fino alle condizioni in cui è stato ritrovato il corpo. «Ho notato che sul volto c'era una quantità di sangue rilevante - ha detto davanti ai giudici della Corte d'Assise e al pm Luigia Spinelli - si può ipotizzare che la vittima inizialmente fronteggiasse l'aggressore e dopo aver visto l'arma probabilmente abbia fatto uno scatto verso sinistra e sia stata colpita, a seguire - ha aggiunto - dopo la caduta è stata attinta dal secondo colpo». Di fronte alla domanda se fosse un colpo a bruciapelo, il medico legale ha detto di no. Ha spiegato in maniera dettagliata e precisa che i colpi sono stati sparati dal basso verso l'alto. E' emerso che un colpo ha centrato il 46enne nell'area occipitale frontale sinistra e un altro al collo. Le foto del corpo scattate nell'appartamento dove è avvenuta l'esecuzione sono state consegnate dal pubblico ministero alla Corte d'Assise. La deposizione del medico legale è durata poco più di 30 minuti e alla fine il processo è stato rinviato al 4 ottobre, quando saranno ascoltati diversi testimoni, tra cui gli agenti della Polizia che hanno condotto l'inchiesta. E' stato chiamato a deporre anche Gianfranco Fiori, ritenuto in un primo momento il presunto autore del tentato omicidio di Carmine Ciarelli al Pantanaccio.