La precaria sistemazione individuata dal Comune nei locali dell'ex Rossi Sud ha spinto alcune famiglie rom a tornare nel campo nomadi dell'ex centro di accoglienza Al Karama per riprendere possesso delle baracche risparmiate dall'incendio. I loro movimenti di questi giorni hanno fatto scattare l'allarme e ieri mattina, nella struttura di strada Monfalcone, sono intervenuti sia gli operatori dei servizi sociali che la Polizia Locale. Dopo tutto, sebbene alcune strutture non siano state interessate dal vasto rogo di dieci giorni prima, comune l'intera era è stata sgomberata con apposita ordinanza del sindaco emessa il giorno stesso dell'incendio. Per questioni ambientali infatti il campo nomadi viene considerato inagibile, perché le fiamme hanno interessato strutture che contenevano pannelli in amianto e altri materiali speciali che potrebbero rilasciare sostanze dannose. Tutto è rimasto come il giorno dell'incendio in strada Monfalcone, quindi l'ex centro di accoglienza Al Karama viene considerato tuttora un luogo inaccessibile. La difficile situazione che si è venuta a creare, è il frutto della politica dell'improvvisazione che ha caratterizzato gli ultimi anni di gestione del Comune: solo di recente l'ente municipale si era attivato per riprendere i lavori di completamento del nuovo centro di accoglienza iniziato accanto al vecchio Al Karama ormai dieci anni fa e rimasto finora incompiuto, ma anche abbandonato al degrado.