Un anno dopo tornano in libertà e lasciano gli arresti domiciliari l'imprenditore Raffaele Del Prete e il collaboratore politico dell'epoca, Emanuele Forzan, coinvolti il 13 luglio del 2021 nell'ambito dell'inchiesta della Dda sul presunto voto di scambio politico mafioso. La richiesta presentata dal collegio difensivo, composto dagli avvocati Gaetano Marino, Massimo Frisetti, Michele Scognamiglio, Pietro Parente, Kristalia Papaevangeliu, è stata accolta dal Collegio penale del Tribunale presieduto dal giudice Francesco Valentini.
L'inchiesta condotta dalla Squadra Mobile insieme ai Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia si era intrecciata anche con un pezzo di un'altra indagine denominata Touchdown dove l'imprenditore pontino ha patteggiato la pena.
Alla fine i giudici hanno condiviso la richiesta per gli imputati, sulla scorta del lasso di tempo trascorso dalla commissione del reato, dall'inizio della misura restrittiva e dal comportamento processuale relativo alla puntuale osservanza delle prescrizioni previste. In occasione dell'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma Bernardette Nicotra, l'imprenditore pontino aveva respinto le accuse spiegando - nel corso di una lunga deposizione - di non aver mai comprato voti e di non conoscere Armando Lallà Di Silvio, condannato in primo grado nel corso del processo Alba pontina a 24 anni.