Un'altra brutta storia di riciclaggio e di collusioni tra la politica, l'economia e il mondo del calcio arriverà davanti al Tribunale di Latina il prossimo 21 dicembre per cercare, pure stavolta, di ricostruire gli anni bui e ricchissimi del mondo del pallone in serie B. Ieri mattina il giudice Mario La Rosa, al termine di una lunga e articolata fase preliminare, ha deciso per il rinvio a giudizio di 37 persone coinvolte a vario titolo nello scandalo cosiddetto «Arpalo 2». E'ultimo capitolo di una lunga serie di tappe iniziate con l'indagine della guardia di finanza di Latina e della squadra mobile che hanno prodotto un'informativa di migliaia di pagine. Materiale che aveva portato alla richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura, rappresentata nel procedimento dal sostituto Claudio De Lazzaro. Nella sequenza di udienze preliminari, terminata ieri mattina, i difensori degli imputati hanno cercato di scardinare le accuse e la lunga ricostruzione dei fatti che ha portato ad ipotizzare anche il vincolo associativo e a vario titolo il riciclaggio e reati di natura tributaria oltre al trasferimento fraudolento di beni. L'imputato eccellente anche in Arpalo 2, come nel filone principale, è l'ex parlamentare Pasquale Maietta. E poi ci sono altre figure di spicco del calcio degli anni fino al 2016, per esempio Benedetto Mancini che all'epoca dei fatti era entrato nell'Unione Sportiva Latina Calcio (siamo alla fine del 2016) per un breve periodo insieme ad Angelo Ferullo e a Regina Daniela Wainstein anche loro imputati per il reato di bancarotta. Secondo gli inquirenti, sia Mancini che Ferullo sono entrati in società al posto dell'ex parlamentare Pasquale Maietta ed Antonio Aprile, anche loro imputati, all'epoca in cui il club nerazzurro militava nel campionato di serie B. Per Mancini e Ferullo è stata contestata la bancarotta.