L'inchiesta della Procura dovrà stabilire se sussistono responsabilità penali dietro le irregolarità rilevate dalla giustizia amministrativa sul voto per il rinnovo del Consiglio comunale di Latina, ovvero chi sono i responsabili delle anomalie e in quale contesto hanno agito. L'indagine affidata agli investigatori della Digos ha quindi l'obiettivo di chiarire, una volta per tutte, se siano stati meri errori a mettere in dubbio l'esito dello spoglio delle schede elettorali, oppure se le irregolarità siano state provocate in maniera intenzionale. L'ipotesi paventata da uno degli autori del ricorso al Tar sul primo turno, ossia che irregolarità ben più diffuse abbiano condizionato anche il ballottaggio, sembra smontare l'eventualità della negligenza, anzi rischia di introdurre il sospetto, ben più grave, di una serialità delle condotte che hanno portato all'annullamento del voto di 22 sezioni su 116 nel primo turno e ora gettano ombre anche sul ballottaggio.

I nuovi dubbi sulla bontà dello scrutinio del secondo turno sono stati avanzati da Giovanni Monterubbiano, lo stesso candidato consigliere che insieme ad altri aveva depositato il ricorso poi accolto dal Tar e confermato dal Consiglio di Stato, sulla base di irregolarità da lui rilevate studiando i verbali del primo turno. Ascoltato in Questura nell'ambito dell'inchiesta avviata dalla Procura proprio all'esito del quadro prospettato dalla giustizia amministrativa, Monterubbiano ha consegnato agli investigatori della Digos una nuova relazione redatta all'esito della sua analisi dei verbali di scrutinio del ballottaggio: sostiene di avere riscontrato gravi irregolarità in 75 sezioni, paragonabili a quelle che avevano motivato il ricorso.

Agli inquirenti spetta ora una prima valutazione sulle presunte anomalie. Tenuto conto che probabilmente non sussistono più i margini per un riconteggio ufficiale delle schede del secondo turno, resta da capire come la Procura intenda verificare la prospettazione di Monterubbiano. Gli inquirenti potrebbero disporre l'acquisizione degli atti inerenti allo spoglio del secondo turno, proprio per verificare la fondatezza dei sospetti e analizzarne la tipologia proprio per capire se possano esserci compatibilità col primo turno. Inevitabilmente dovranno essere analizzate le condotte di chi ha operato nei seggi per stabilire a che livello sono state compiute le irregolarità. Un lavoro che si profila piuttosto complesso, compiuto in maniera parallela rispetto alle verifiche amministrative che hanno prodotto il ritorno alle urne per le 22 sezioni dichiarate nulle.