E' al giro di boa l'inchiesta sul crollo del controsoffitto nell'istituto scolastico Guglielmo Marconi di via Reno a Latina durante una lezione.

Il cedimento dei pannelli risale alla mattina dello scorso 6 maggio all'interno di una delle tre aule ricavate nel locale palestra. Sono tre le persone indagate a piede libero per lesioni colpose, a seguito degli accertamenti condotti dai Carabinieri della Compagnia di Latina e coordinati dalla Procura e dal pubblico ministero Andrea D'Angeli, titolare del fascicolo per stabilire se la struttura rispondeva ai requisiti di sicurezza.

Scartata la strada che a provocare la caduta sia stato un fattore esterno, l'attenzione investigativa si è concentrata sulla ditta che ha eseguito i lavori che hanno riguardato i pannelli della struttura, caduti tra i banchi di una terza classe e che hanno ferito alcuni studenti, fortunatamente non in modo grave. I tre ragazzi di 17 anni avevano riportato qualche escoriazione lieve e contusioni alle spalle ed erano stati soccorsi dalle ambulanze del 118, portati all'Icot e poi dimessi, mentre il locale era finito sotto sequestro e dichiarato inagibile.

La Procura aveva aperto un'inchiesta - come previsto sempre in questi casi - per fare luce sul crollo e in un primo momento il fascicolo era contro ignoti. A seguito di una serie di sopralluoghi e dai riscontri raccolti anche dai consulenti, relativi ai lavori eseguiti due anni fa, sono finite sotto inchiesta tre persone. Gli accertamenti degli investigatori hanno puntato a ricostruire le modalità di intervento nell'aula e hanno permesso anche di raccogliere i documenti sia del progetto che dei lavori per stabilire le cause dell'improvviso cedimento che poteva avere conseguenze certamente peggiori. In base all'ipotesi seguita dagli inquirenti l'incidente sarebbe stato provocato dal tipo di intervento eseguito due anni fa per ampliare la struttura con nuove aule. L'opera era stata approvata dall'Amministrazione provinciale, proprietaria dell'istituto, nel periodo in cui era scoppiata la pandemia e i lavori ritenuti urgenti all'epoca dei fatti erano iniziati grazie ad una tranche dei finanziamenti arrivati del Governo. Ad aggiudicarsi l'appalto era stata una azienda con il ribasso maggiore tra quelle invitate a partecipare con la relativa abilitazione.