E' fissata per il 20 settembre a Roma in Corte di Cassazione l'udienza relativa al ricorso per la posizione dei due carabinieri un capitano e un vicebrigadiere, coinvolti nell'inchiesta sulle rivelazioni del collaboratore di giustizia Maurizio Zuppardo.

Il Riesame aveva accolto il ricorso della Procura in merito alle misure cautelari e il collegio difensivo ha impugnato questa decisione nel tentativo di sconfessare le accuse. Tra meno di un mese a Roma si svolgerà l'udienza. L'indagine affonda le radici nelle dichiarazioni di Zuppardo che ha tirato in ballo alcuni carabinieri in servizio a Latina. Aveva sostenuto che in cambio di informazioni, avrebbe ottenuto come contropartita dei trattamenti di favore. Ha dichiarato nei verbali che all'epoca in cui era un informatore per le soffiate relative alle operazioni antidroga riceveva una parte della sostanza sequestrata. A vario titolo i reati ipotizzati sono: concussione, peculato, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio. L'inchiesta - coordinata dal Procuratore Capo Giuseppe de Falco e dal pubblico ministero Valentina Giammaria aveva portato la Procura a chiedere l'applicazione dei provvedimenti cautelari nei confronti di alcuni carabinieri al gip del Tribunale Giuseppe Cario che aveva respinto la richiesta.

Secondo il magistrato, gli elementi investigativi non sono supportati da riscontri concreti. La richiesta di applicare delle misure cautelari (per sei era stato chiesto l'arresto), era stata alla fine respinta perchè secondo il gip sia le dichiarazioni del pentito che le intercettazioni telefoniche non hanno rappresentato un sostegno solido e coerente alle accuse. Questa prospettazione era stata impugnata dalla Procura e a maggio si era svolta una udienza al Riesame: i giudici alla fine avevano respinto sette posizioni, confermando la linea del gip accogliendone invece due per le quali è previsto ora il ricorso davanti alla Suprema Corte. Secondo il collegio del Riesame per alcuni episodi Zuppardo è stato considerato credibile per altri episodi no. Intanto dopo che il gip non ha autorizzato la proroga delle indagini preliminari, lo scorso giugno la Procura ha emesso il decreto di conclusione dell'inchiesta e dovrà formulare la richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione a seconda delle posizioni. Su alcuni episodi la prescrizione è ad un passo e il riferimento è a dei fatti che risalgono indietro nel tempo fino al 2008. Intanto da nove il numero degli indagati si è ridotto a cinque. Sono due le operazioni contestate relative a dei fatti avvenuti - in base a quanto ipotizzato dall'accusa - prima che Zuppardo si pentisse.