In strada. A tarda sera. Addosso ha solo una maglietta e l'intimo. All'arrivo delle forze dell'ordine dichiara di essere stato aggredito e rapinato da più persone, a piedi. Sostiene che ignoti hanno gli portato via il portafogli e i pantaloni. Ma non è vero nulla. In realtà verrà fuori, poco dopo, che aveva avuto una discussione sfociata in aggressione con una transessuale. Discussione scaturita per la mancanza di denaro richiesto per il pagamento della prestazione sessuale.
La vicenda accaduta qualche tempo fa a Frosinone era finita al centro di un'inchiesta e nei giorni scorsi c'è stata la conclusione delle indagini nei confronti di un trentacinquenne originario del capoluogo ciociaro, ma residente a Latina, e per una transessuale di 43 anni che vive nel frusinate. I fatti contestati risalgono a fine maggio scorso e si sono consumati nella parte bassa di Frosinone.
Il trentacinquenne è indiziato di calunnia e lesioni personali, mentre la transessuale originaria dell'Ecuador di lesioni personali. Entrambi avevano dovuto fare ricorso alle cure dei medici per le ferite riportate.
La ricostruzione
A contattare le forze dell'ordine erano stati alcuni passanti che avevano sentito discutere animatamente due persone. All'arrivo degli investigatori è stato trovato l'uomo di 35 anni in mezzo alla strada mezzo nudo. Aveva dichiarato di essere stato aggredito da persone che, utilizzando un lampeggiante blu, lo avevano rapinato sottraendogli i pantaloni e il portafoglio contenuto nella tasca. Immediatamente erano scattati gli accertamenti che invece hanno permesso di scoprire tutt'altra verità. L'uomo si era inventato tutto. Era ferito perché aveva avuto una colluttazione con la transessuale con cui aveva avuto un appuntamento e alla quale, sempre stando a quanto ipotizzato dagli inquirenti, non aveva voluto pagare la prestazione. I due se le sarebbero date di santa ragione e anche sudamericana era rimasta ferita. Fatto sta che all'esito dei primi accertamenti per entrambi era scattata la denuncia per lesioni personali, mentre il ciociaro residente a Latina è indiziato anche l'accusa di calunnia: reati per i quali rischiano ora il rinvio a giudizio. La quarantatreenne è difesa dall'avvocato Luigi Tozzi, secondo il legale le accuse per la sua assistita cadranno «perché frutto di legittima difesa».