Decorsi i termini di legge, è diventata ormai esecutiva la procedura di revoca dell'assegnazione della casa popolare per Maria Grazia Di Silvio, la madre dei Travali che si è vista contestare violazioni della legge regionali sulla gestione dell'edilizia residenziale pubblica. Nella giornata di sabato sono stati gli stessi Carabinieri del Nucleo Investigativo che avevano attivato la procedura per la revisione della pratica, a raggiungere la donna nel carcere dov'è ristretta nell'ambito dell'inchiesta Status Quo della Dda di Roma, proprio per notificarle l'ingiunzione di sfratto. Entro quindici giorni dovrà lasciare l'appartamento all'undicesimo piano del Lotto 46, uno dei "palazzoni" di viale Nervi, che gli fu assegnato regolarmente. O meglio dovrà farlo qualcuno per lei.


A chiedere una verifica sulla regolarità dell'assegnazione della casa popolare erano stati proprio i militari del colonnello Lorenzo D'Aloia a margine dell'indagine avviata per smantellare la piazza di spaccio che la figlia di Maria Grazia Di Silvio, vale a dire Valentina Travali, aveva messo in piedi proprio nell'alloggio assegnato alla madre, dove la trentacinquenne si trovava ai domiciliari, la stessa inchiesta che è costata l'arresto anche per la cinquantottenne, indiziata di estorsione aggavata dal metodo mafioso. Stando a una serie di intercettazioni ambientali e telefoniche, gli investigatori del maggiore Antonio De Lise ritenevano che la famiglia era riuscita a riprendersi il controllo di una piazza di spaccio nevralgica già ai tempi in cui erano Angelo e Salvatore Travali a gestire il sodalizio criminale smantellato a più riprese dalle inchieste degli ultimi anni.


L'ultima indagine dei carabinieri ha documentato la compravendita della droga nella casa popolare, primo aspetto che è costato la revoca dell'assegnazione dell'alloggio per la madre della pusher, perché la legge regionale in materia vieta che all'interno degli immobili dell'edilizia residenziale pubblica vengano svolte attività illecite. Le verifiche effettuate parallelamente dal gestore delle case popolari, l'Ater, ha poi permesso di scoprire che oltretutto Maria Grazia Di Silvio era morosa, non avendo versato il canone, esiguo, che gli era stato chiesto per usufruire della casa popolare, tanto da accumulare un debito di 9.813,23 euro. Insomma, violazioni che hanno portato il Servizio Patrimonio - Edilizia Pubblica del Comune di Latina alla chiusura dell'istruttoria con la revoca dell'assegnazione dell'alloggio concesso molti anni fa a Maria Grazia Di Silvio.