Prende un'altra piega il duro contenzioso tra la società Corisma srl e il Comune di Latina, già parti contrapposte davanti alla giustizia amministrativa per il cantiere di via Ombrone. Ieri il legale rappresentante della società, l'ingegner Franco Cervelloni ha depositato un esposto in Procura non per omissioni specifiche ma sollevando un problema di disparità di trattamento da parte dell'amministrazione comunale nel caso di via Ombrone rispetto a quello, definito simile, di via Roccargorga. In entrambi i casi sui due palazzi si è abbattuto l'effetto dell'annullamento dei Piani particolareggiati. E in tutti e due i casi sono stati impugnati gli atti del Comune. Sostiene Cervelloni nell'esposto che per via Roccagorga l'amministrazione comunale non ha avuto pari atteggiamento circa i ricorsi in secondo grado dopo il pronunciamento del Tribunale amministrativo di Latina.

Secondo l'autore dell'esposto siamo davanti a due casi «assolutamente identici nel loro iter amministrativo (prima) e giudiziario (poi)» nei quali, tuttavia «il Comune di Latina ha assunto un comportamento immotivamente diverso ed altamente sospetto. La sentenza del Tar di Latina che ha dato ragione ai diritti della Corisma srl è stata infatti appellata dall'ente presso il Consiglio di Stato, così da non consentirne il passaggio in giudicato. Uguale sentenza del Tar afferente il palazzo di Via Roccagorga, non è stata invece impugnata, consentendo la sua definitiva intangibilità». Il 9 maggio scorso, come si sa, è stata riconosciuta la illegittimità del diniego alla proroga sul permesso a costruire per la società di Cervelloni. Il permesso è del 2015, quando cioè non era stata nemmeno avviata l'istruttoria sui piani particolareggiati, in seguito sospesi e annullati nel 2016. L'annullamento, come è noto, si è avuto anche in seguito alle indagini sulle responsabilità penali, che sono state indipendenti ma hanno riguardato le stesse delibere di Giunta poi annullate. Scrive il Tar nella sentenza di maggio 2022 che «si può riconoscere punto fermo la legittimità del permesso di costruire del 2015. Ulteriore punto fermo è che la richiesta di proroga del 6.9.2018 era intervenuta nel triennio di durata del titolo edilizio, a decorrere dall'avvio della costruzione (1.10.2015). A fronte di tale richiesta sussisteva l'onere dell'amministrazione di avviare un contraddittorio procedimentale con l'interessata, (la società Corisma ndc) la cui assenza è dedotta nei motivi d'impugnazione, non ostandovi, per le ragioni esposte nella sentenza n. 25/2021, l'annullamento d'ufficio del Ppe». Per questa ragione il ricorso della società Corisma è stato ritenuto fondato nel merito. Ma perché si è arrivati a questo punto? Il Comune di Latina aveva negato la proroga del permesso e, inoltre, la società aveva diritto ad un contraddittorio prima del «no» definitivo. Due punti fermi nella sentenza notificata alle parti e che, come emerge, dall'esposto depositato in queste ore, è stato impugnata dal Comune che insiste, ovviamente, sulla legittimità di tutti gli atti adottati.