In assenza di indizi schiaccianti sul luogo dell'attentato, ossia elementi utili a risalire all'identità di chi ha appiccato le fiamme alle due auto in via Copenaghen l'altra notte, gli investigatori della Polizia stanno concentrando la loro attenzione su altri fronti investigativi. Come sempre in questi casi i poliziotti del questore Michele Maria Spina stanno passando al setaccio la zona circostante, alla ricerca di telecamere di video sorveglianza che possano avere filmato i movimenti di chi ha consumato il gesto intimidatorio. Di pari passo con i riscontri di natura tecnica, stanno entrando nel vivono anche gli accertamenti necessari a inquadrare il contesto nel quale è maturato l'episodio, ovvero capire quale possa essere il movente e quindi stringere il cerchio dei sospettati.

Il modus operandi dell'attentatore, o degli attentatore, colpisce e non poco per la ferocia del gesto, perché chi ha agito lo ha fatto per colpire in maniera inequivocabile la coppia di ristoratori, ovvero aggirare l'equivoco che potesse essersi trattato di un rogo accidentale, incendiando entrambe le vetture parcheggiate in punti diversi. Se questa scelta sia stata dettata dall'intenzione di trasmettere un messaggio preciso, questo non è ancora del tutto chiaro, ma chi sceglie questo tipo di avvertimenti, o di sgarri a seconda del punto di vista, solitamente lo fa proprio per fornire reazioni tangibili.
Se le vittime hanno dichiarato di non avere la più pallida idea di chi possa avercela con loro a tal punto da pianificare un'azione del genere, è anche vero che in qualche maniera devono avere attirato l'odio di qualcuno. Per questo gli investigatori dovranno analizzare, con il loro aiuto, tutte quelle situazioni in cui si sono trovati negli ultimi tempi, che possano averli esposti a un clima ostile. I poliziotti della Questura per ora non intendono escludere alcuna ipotesi, dalla sfera privata a quella lavorativa, vagliando anche l'eventualità che gli attentatori possano avercela con qualcuno vicino alla coppia di ristoratori e abbiano coinvolto loro proprio per depistare le indagini che in certi casi sono inevitabili.

In ogni caso il lavoro degli investigatori dovrà procedere su più fronti perché molto spesso, in presenza di episodi come questo, l'esecutore materiale non coincide con la persona che ha avuto a che fare con le vittime fino al punto di pianificare l'attentato incendiario. Insomma, non può essere escluso che dietro la mano dell'attentatore possa nascondersi la mente di un mandante, che ha assoldato una persona per il lavoro "sporco" per non correre il rischio di esporsi.