Il Comune di Latina si insinuerà nel fallimento della sua partecipata, la Slm spa. Lo ha deciso il commissario Carmine Valente in una delibera assunta con i poteri del consiglio comunale, vista la delicatezza di questa storia nata male e finita peggio.

Il recupero
La delibera pubblicata ieri propone di «dare mandato agli uffici competenti (Servizi Patrimoni, Entrate, Finanziario e Partecipate), ciascuno per la propria linea funzionale, affinché, attesa la sentenza dichiarativa di fallimento della società Logistica Merci spa in liquidazione e tenuto conto dei pareri tecnici, si ponga in essere, oltre che l'insinuazione al passivo fallimentare che sarà assicurata tramite l'avvocatura comunale... ogni iniziativa finalizzata alla massima valorizzazione del credito vantato dall'ente , ed in particolare di intraprendere... azioni finalizzate alla patrimonializzazione, attraverso acquisizioni di porzioni del compendio immobiliare della società fallita, in ragione del credito vantato».

Svolte
Dunque, dopo anni di immobilismo e di finti tentativi di cercare un partner, il Comune mette nero su bianco la volontà di salvare il salvabile, in una delibera corredata da una lunghissima relazione che ripercorre la storia della Slm. Per le stesse ragioni su cui poggia l'insinuazione al fallimento, la sentenza di luglio non viene impugnata. E in fondo è la conclusione cui sono arrivati gli uffici. Con due note, del 12 e del 17 agosto, il Servizio Bilancio e Partecipate ha, di fatto, escluso la possibilità di un reclamo avverso la sentenza di fallimento perché «ha considerato i possibili rallentamenti nella procedura esecutoria e comunque l'impossibilità di procedere alla fase liquidatoria nel tempo del giudizio, a fronte del fatto che, anche in caso di revoca della dichiarazione di fallimento, l'Ente nulla potrebbe compiere attraverso la società partecipata se non il rinnovo dell'azione liquidatoria». Come dire: non c'era più nulla da fare, la società non poteva sopravvivere ai suoi debiti e non aveva alcuna attività in essere. In fondo è il ragionamento già fatto dai giudici della sezione fallimentare del Tribunale di Latina.

Il flop nei bilanci
Si legge nella relazione-Valente che «dall'analisi dei bilanci appare evidente la tendenza avvenuta che ha portato pressoché ad azzerare il patrimonio netto, così come valutato in sede di approvazione dei bilanci di esercizio». La condizione perversa in cui è piombata la Slm risultò chiara sin dal 2010. Già allora, infatti, il liquidatore Salvatore D'Amico, informava di stare procedendo «con l'utilizzo di tutte le disponibilità finanziarie delle quali se ne prevede a breve l'esaurimento, a meno che non intervenga l'ingresso o l'apporto di nuove risorse finanziarie che assicurino quantomeno lo svolgimento della procedura di liquidazione». Dieci anni dopo, nella relazione del terzo liquidatore, Alessandro D'Erme, si legge più o meno la stessa cosa, con alcune aggravanti affatto trascurabili: «... tra i principali rischi e incertezze a cui è esposta la società ci sono gli indebitamenti nei confronti di fornitori, della banca Mps, degli ex dipendenti e dell'Erario».

Il debito
Ma, probabilmente, una delle fasi decisive ai fini del fallimento si è avuta a luglio del 2018 quando sempre il liquidatore D'Erme scrisse che «il programma di liquidazione che prevedeva la ripartizione in tre lotti dei beni immobili di proprietà della Società Logistica Merci non ha potuto avere materialmente esecuzione a causa della fissazione dell'udienza di comparizione parti e di nomina del custode giudiziario e dello stimatore da parte del Tribunale nell'ambito della procedura esecutiva immobiliare proposta da Monte paschi di Siena in virtù del credito riveniente da mutuo ipotecario stipulato dalla società».

L'alienazione
Da quel momento è iniziata la procedura di vendita all'asta curata dal custode giudiziario cui sono state già consegnate le chiavi dell'immobile. Dunque è stato quel mutuo a mandare tutto all'aria. Ma c'è dell'altro: il Comune è creditore verso il fallimento Slm di una somma pari a 1,6 milioni di euro ed è l'importo per cui chiederà l'insinuazione. Nel frattempo va avanti la procedura di vendita dell'immobile all'asta; la prima convocazione è andata deserta.