Tra l'indifferenza di troppi, gli enti locali non si sono fatti attendere e nel giro di pochi giorni hanno provveduto a coprire le scritte di odio contro Polizia e Carabinieri realizzate da sconosciuti sul muro del parcheggio interrato del Lotto 47 delle case popolari di viale Nervi, quello che poteva essere considerato un gesto di inciviltà poco rispettoso degli stessi residenti, ma soprattutto degli operatori della sicurezza che si spendono quotidianamente per contrastare qualsiasi forma di illegalità e in quel luogo hanno stroncato gli affari di gruppi criminali ben radicati. Con un'azione concordata con l'Ater, gestore del patrimonio dell'edilizia residenziale pubblica, il Comune ha infatti disposto un intervento lampo che ha consentito di cancellare le vergognose frasi di odio contro le divise.

L'operazione è stata portata a termine lontano da qualsiasi forma di clamore, con il commissario straordinario del Comune di Latina, Carmine Valente, che ha concertato con l'Ater un primo intervento, disponendo che gli operatori dell'azienda speciale Abc si occupassero della copertura delle scritte in breve tempo. Insomma, sono bastate alcune mani di vernice per cancellare l'infame gesto, in prospettiva di un intervento di risanamento delle pareti per eliminare anche gli altri graffiti realizzati in quell'angolo del parcheggio e ripristinare il decoro del condominio.

Le scritte vergate con la vernice spray sarebbero riconducibili a gruppi di giovani che vivono in quella zona e si ritrovano negli spazi comuni dei "Palazzoni" anche ispirandosi a comportamenti censurabili, o quanto meno subendo la contaminazione dei fenomeni criminali che hanno alimentato l'accezione negativa di quel comparto residenziale. Un fenomeno preoccupante, che evidenzia quando siano influenzabili i ragazzi cresciuti in contesti sociali e strutturali degradati, in assenza di esempi positivi. Transigere su certi episodi, vuol dire concedere nuovamente terreno alla malavita. Per non disperdere il lavoro delle forze di polizia, sono necessari progetti sociali profondi, volti al recupero di quei giovani soggetti alle devianze che rischiano di proiettarli direttamente nella cirminalità.