Nessun illegittimo subingresso nella concessione, ma più semplicemente un normale rapporto di lavoro. Sono queste le motivazioni per cui, nella giornata di mercoledì, il Tribunale del Riesame di Latina ha disposto il dissequestro del ristorante Sublimare, coinvolto nella più vasta operazione di fine luglio "Free Beach", inchiesta che ha fatto tremare l'intera città di Terracina.
Il locale era stato attinto dall'ordinanza di sequestro preventivo a fine luglio, emessa dal gip di Latina Giorgia Castriota in seno all'indagine di Carabinieri e Guardia Costiera, su disposizione della Procura della Repubblica di Latina.
Alla base dei sigilli apposti all'attività, secondo l'accusa, rappresentata dai pm Carlo Lasperanza, Valentina Giammaria, Antonio Sgarrella e Giuseppe Bontempo, nel ristorante non sarebbero stati effettuati i dovuti controlli e le opportune verifiche in merito alla sussistenza della legittimità e della validità del titolo concessorio e della permanenza dei requisiti richiesti per il suo rilascio.
Inoltre, sempre secondo l'accusa, sarebbe stato illecitamente sospeso il procedimento di decadenza, ad ingiusto vantaggio del ristoratore. Infine, tra le contestazioni, il dirigente comunale competente avrebbe omesso, di comune accordo con il concessionario, l'accertamento di una palese gestione abusiva della concessione da parte di un soggetto terzo non autorizzato.
In questo scenario, i capi di accusa che hanno portato al decreto di sequestro preventivo sono stati l'abuso d'ufficio e l'occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo.