Non è ancora detta l'ultima parola sull'efficacia della confisca del campeggio "Sole Azzurro "di via Capraia, al lido di Latina, perché sull'acquisizione dell'area al patrimonio comunale, nelle more del procedimento penale per la lottizzazione abusiva contestata a partire dal 2007, è ancora pendente il giudizio al Tribunale Amministrativo regionale. Tant'è vero che i giudici hanno concesso la sospensiva del provvedimento con cui l'ente municipale aveva proceduto con l'acquisizione della struttura ricettiva, decisione cautelare che stona con la più recente ordinanza dirigenziale con cui lo stesso Comune dispone lo sgombero: un atto, quest'ultimo, che ha tanto il sapore di una forzatura, alla luce proprio del ricorso che i giudici del Tar non hanno ancora discusso nel merito, avendo fissato la camera di consiglio, per la trattazione collegiale, il prossimo 19 ottobre.

La vicenda era scaturita nei primi anni del duemila, quando erano emersi una serie di abusi edilizi nei campeggi del lungomare, tutti presenti nella fascia vincolata entro i primi trecento metri dal mare. Per il camping gestito dalla cooperativa "Sole Azzurro" la situazione era piuttosto compromessa, perché gli inquirenti avevano ravvisato l'ipotesi della lottizzazione abusiva. Fatto sta che dopo una prima condanna pronunciata dal Tribunale di Latina nel 2010, sette anni dopo la Corte d'Appello aveva riformato la sentenza di primo grado, dichiarando l'estinzione del reato per l'intervenuta prescrizione, ordinando però la confisca dell'area sulla quale erano stati realizzati gli abusi edilizi. Una decisione, questa, divenuta irrevocabile nel 2019, quando la Suprema Corte di Cassazione aveva dichiarato inammissibili i ricorsi.
L'atto amministrativo con cui l'ente locale ha proceduto all'acquisizione dell'area è stata però oggetto di ricorso presentato al Tar dall'avvocato Fabio Raponi, legale dell'amministratore della cooperativa "Sole Azzurro", che poi ha presentato motivi aggiuntivi per il provvedimento di trascrizione. I giudici amministrativi quindi avevano accolto la sospensiva della prima ordinanza, fissando l'udienza per la trattazione del merito, ma nel frattempo il Comune, pur avendo appreso la decisione cautelare, ha comunque disposto lo sgombero. Ordinanza, quest'ultima, contro la quale lo stesso avvocato Raponi ha poi presentato ulteriori motivi aggiuntivi, chiedendone appunto la sospensione dell'efficacia, proprio in vista della camera di consiglio, per la trattazione collegiale, prevista il mese prossimo.

In violazione delle leggi in materia urbanistica, all'interno del campeggio erano state realizzate 102 piazzole quasi tutte cementate e pavimentate per un totale di 4.896 metriquadri, dotate di impianti energetici e scarichi, erano state piazzate 93 roulotte rese intrasportabili con mezzi normali, 43 dotate di preingressi in struttura rigida, 84 dotate di manufatti adibiti a cucina, più 37 verande in materiale plastico a ridosso delle case viaggianti, ma anche 87 strutture metalliche coperte con telo ombreggiante a protezione delle piazzole di sosta. L'area del campeggio era dotata di viali interni co pavimento industriale rifinito in resina e vialetti secondari in terra battuta e ghiaia, più un'area annessa di 2.500 metri quadrati adibita a parcheggio.