«Quella sera non ero alla festa ma ero a casa mia». Ha negato le accuse e ha respinto gli addebiti contestati Harinder Singh, conosciuto nella comunità indiana come «Harry», il 32enne indiano, arrestato per l'omicidio di Sumal Jasheer, un connazionale avvenuto a fine ottobre in via Monfalcone a Borgo Montello. L'indagato era latitante e dallo scorso aprile era sfuggito alla cattura: è stato fermato su impulso della Squadra Mobile di Latina all'Aeroporto di Milano Malpensa dal personale della Polizia di Frontiera. Il cittadino straniero era appena arrivato dall'India e probabilmente non pensava di essere arrestato.
Era stato il giudice Giuseppe Cario, su richiesta del pubblico ministero Marco Giancristofaro, ad emettere il provvedimento restrittivo. Ieri davanti al giudice, difeso dall'avvocato Giovanni Codastefano, il 32enne ha detto che non si trovava sulla scena del crimine e che ha ricevuto anche una chiamata da una donna presente in via Monfalcone che gli ha chiesto di portare la vittima in ospedale. Il nome di Harinder e il suo coinvolgimento spunta fuori da una intercettazione ambientale e da una testimonianza.