Falsi certificati per evitare il vaccino. Un avvocato di Latina e un medico di Ardea sono finiti al centro di una inchiesta condotta dai Carabinieri del Nas che ha fatto luce sulle false esenzioni per il vaccino contro il Covid 19. E' stato il gip del Tribunale di Velletri ad emettere un provvedimento richiesto dalla Procura e dal pubblico ministero Ambrogio Cassiani, titolare del fascicolo, con cui ha disposto l'interdizione all'esercizio della professione medica per la durata di un anno nei confronti di Luigi Russo di Ardea, medico di medicina generale in servizio alla Asl Roma 6 del distretto Ardea- Pomezia e ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti dell'avvocato Serena Capitelli del Foro di Latina.

Il camice bianco è ritenuto il presunto autore di falsi certificati per l'esenzione al vaccino Covid 19 rilasciati a numerose persone di cui avevano bisogno. Sempre secondo la ricostruzione offerta dai Carabinieri del Ministero della Salute - coordinati dal capitano Felice Egidio - il medico si sarebbe avvalso del legale pontino che avrebbe procacciato i pazienti dietro al pagamento di 150 euro a persona. La professionista - in base a quanto ipotizzato - avrebbe attestato prestazioni di consulenza legali di fatto mai effettuate. I reati contenuti nel capo di imputazione sono quelli di falsità ideologica in atti pubblici. Gli investigatori del Ministero della Salute, hanno scoperto il sistema illecito in cui il medico si prestava a rilasciare falsi certificati di esenzione alla vaccinazione per Covid-19 in violazione dunque dei propri doveri e in assenza delle necessarie condizioni cliniche documentate - hanno accertato gli investigatori dell'Arma - e tutto questo sarebbe avvenuto su richiesta di chi aveva intenzione di proseguire la propria attività lavorativa ma senza vaccinarsi.

Ieri mattina sono state notificate le due misure cautelari e nei prossimi giorni gli indagati compariranno davanti al giudice e avranno la possibilità di offrire la propria versione dei fatti e respingere le accuse contestate nel provvedimento. Il via alle indagini - molto articolate e complesse - è scattato lo scorso marzo e l'inchiesta è partita di iniziativa da parte dei Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione che hanno deciso di approfondire le modalità di rilascio dei certificati. Il procedimento è ancora in fase di indagini preliminari.