Si era spacciato per avvocato e le aveva dato ogni garanzia, si era fatto dare anche i soldi ma la causa alla fine non era andata come previsto. Lui infatti non era iscritto all'Ordine degli avvocati e così una volta fatta la scoperta è finito prima sotto inchiesta e poi sotto processo con una condanna a otto mesi. Aveva ricevuto mandato per curare la pratica del divorzio da una donna e il finto avvocato si era fatto consegnare in contanti 9mila euro in due tranche, dopo che la parte offesa aveva eseguito dei prelievi. Un uomo di Latina, è stato condannato dal giudice monocratico Francesco Valentini per il reato di esercizio abusivo della professione.

I fatti contestati dalla Polizia e dal pubblico ministero Luigia Spinelli risalgono al 2017 quando l'uomo - secondo gli accertamenti - si era fatto consegnare da una donna di Ardea i soldi relativi ad una transizione giudiziale con il marito. Sembrava una procedura normale e senza intoppi ma poi sono arrivate le sorprese quando la donna - come ha riferito nella denuncia - ha fatto la scoperta. Difeso dagli avvocati Stefano Mancini e Luca Torregrossa, l'uomo è comparso in Tribunale. E' emerso che l'inputato, non aveva mai depositato i soldi ricevuti dalla sua cliente all'esterno di un bar sulla Laurentina vicino a Pomezia e non poteva quindi esercitare la professione.