Assume un rilievo ancora più amplificato e desolante la vicenda dei milioni di euro, 1,7, che il Comune di Latina si appresta ad approvare con delibera commissariale di giunta da ratificare in consiglio, alla luce della nota allegata al verbale di fine agosto sul controllo analogo numero 1 del dirigente del settore Ambiente Egidio Santamaria. La variazione di bilancio non prevista per una produzione di circa 10mila tonnellate di rifiuti indifferenziati in più da conferire nell'impianto di Rida Ambiente, le cui cause sono di certo da attribuire a un complesso di fattori legati ad una sbagliata gestione del porta a porta nei quartieri più popolosi, sono il punto di partenza di considerazioni durissime da parte del dirigente del settore Ambiente di Piazza del Popolo. Santamaria ha messo in fila tutti i rischi, strutturali ed economici che corre il Comune con i livelli di differenziata al 38%, dal non ottenimento della Bandiera Blu alla non osservanza del piano regionale del Lazio osservando «il mancato risparmio del conferimento dell'indifferenziato sia dal punto di vista quantitativo che economico si verificherebbe in contrasto al piano industriale e agli accordi contrattuali sottoscritti, e di fatto farebbe aumentare una spesa che in realtà con l'aumentare della percentuale di differenziata, dovrebbe diminuire». Se ne parlerà anche nel corso di una riunione di maggioranza convocata per oggi dal sindaco con le forze della sua coalizione. Coletta ha promesso di spiegare le ragioni di questa variazione di bilancio non prevista e come sarà gestita e modulata sugli altri servizi nei quali si prevedono tagli per reperire le risorse. A chiedere chiarezza sulla vicenda è anche la Lega con l'ex capogruppo Massimiliano Carnevale. «Quanto emerso nella relazione del dirigente del settore ambiente pubblicata su Latina Oggi - spiega Carnevale - certifica la gravità della situazione in cui versa il nostro ente rispetto alla gestione della raccolta differenziata e purtroppo dà ragione a quanti come noi sostenevamo con forza l'opportunità di proseguire il percorso indicato dall'allora commissario Barbato di un servizio esternalizzato mediante gara europea. Diversi esponenti di Lbc urlavano al boicottaggio dell'azienda che poteva rappresentare il fiore all'occhiello dell'esperienza Coletta ma negavano i dati della relazione che facevano acqua da tutte le parti. Oggi ci troviamo in una situazione di non ritorno, non si può tornare indietro perché andrebbero persi milioni di euro di investimenti su una raccolta porta a porta difficilmente compatibile con una grande città come Latina e allo stesso tempo siamo condannati a proseguire un percorso tutt'altro che virtuoso». «Quella che doveva essere una scommessa e un vanto del sindaco Coletta - prosegue l'esponente della Lega - si è trasformata nel suo più grande insuccesso e sarà l'eredità che lascerà alla prossima amministrazione». Anche la Lega chiede le dimissioni del Cda di Abc. «Sarebbe il minimo come atto di responsabilità da parte del Cda dare immediatamente le dimissioni. Le considererei un atto dovuto a fronte diq uanto sta emergendo»