Inizierà il 23 settembre il processo davanti al giudice Giuseppe Molfese nei confronti di Roberto Ciarelli, 25 anni, accusato di lesioni personali aggravate per aver picchiato in concorso con altri quattro ragazzi con calci e pugni un giovane di Latina che aveva riportato un trauma cranico e ferite giudicate guaribili in 5 giorni. Il processo previsto per ieri davanti al pubblico ministero Antonio Sgarrella, sarà celebrato tra pochi giorni. Nelle carte dell'inchiesta gli inquirenti hanno sottolineato una frase pronunciata dal 25enne all'indirizzo di una persona intervenuta per riportare la calma, un buttafuori di un locale notturno. «Quella zona è nostra e comandano gli zingari della mia famiglia, se non te levi davanti te sparo».

I fatti contestati su cui la Polizia aveva fatto piena luce erano avvenuti nel dicembre del 2021 in via del Lido e le indagini della Squadra Mobile avevano permesso di risalire al 25enne difeso nel procedimento dall'avvocato Amleto Coronella. Nell'inchiesta, la parte offesa ha raccontato che pensava di morire e che il pestaggio è finito soltanto per l'arrivo della Squadra Volante. Il giovane era stato colpito al volto con un pugno, poi erano seguiti calci su tutto il corpo. Nella ricostruzione offerta agli investigatori, il gip Pierpaolo Bortone ha messo in rilievo che la vittima ha avuto paura di morire e infine che uno degli aggressori ha detto agli altri. «Caricamoselo e portamoselo al mare».