Come è morta Paola Zecchin? Ci sono delle responsabilità? E' quello che vogliono sapere i familiari della donna che si sono opposti alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura. Il dramma era avvenuto nella clinica Città di Aprilia nel gennaio del 2021. L'inchiesta, a seguito della denuncia dei parenti, era stata aperta contro ignoti e a margine delle indagini degli inquirenti, non sono emersi i margini per una incriminazione penale nei confronti dei camici bianchi che si sono occupati dell'anziana. E' questa la conclusione a cui sono arrivati in via Ezio.
I familiari dell'82enne sono assistiti dall'avvocato Giulio Cesare Villoni che ha impugnato la prospettazione della Procura e adesso è fissata l'udienza di opposizione all'archiviazione davanti al giudice del Tribunale di Latina Mario La Rosa.
I parenti della donna avevano presentato - subito dopo i fatti - una denuncia ai Carabinieri del Comando Provinciale di Latina ricostruendo quello che è avvenuto nel giro di pochi giorni.
In base a quanto sostenuto la paziente la sera del sei gennaio del 2021 ha accusato un malore a casa e viene trasportata in ambulanza nella Clinica Città di Aprilia, in quel periodo infatti il Santa Maria Goretti era riservato ai pazienti Covid. In un primo momento le condizioni dell'anziana migliorano e i medici annunciano le dimissioni, non sembrano emergere complicazioni di natura cardiaca ma poi all'improvviso la situazione precipita. Poco prima delle dimissioni invece la donna mentre è in bagno si sente male e cade a terra. Sono alcuni pazienti che dopo aver sentito dei colpi di tosse intervengono ma per Paola Zerbin, non c'è niente da fare. A quel punto scatta una denuncia da parte dei familiari e sul corpo viene eseguita l'autopsia.
Nella corposa opposizione presentata al gip, i parenti sostengono diversi punti su cui è fondamentale fare luce e chiedono un supplemento investigativo.