La storia assai lunga dell'hotel abusivo realizzato a ridosso della Grotta di Tiberio arriva alla sua tappa più delicata. Il Tribunale amministrativo ha infatti respinto la domanda di sospensione degli effetti dell'ordine di abbattimento totale della struttura. Il ricorso era stato presentato dall'attuale proprietà, ossia la «Chinappi Aldo Erasmo & C.» sas rappresentata dall'avvocato Alfredo Zaza D'Aulisio che aveva chiamato in causa il Comune di Sperlonga, rappresentato dall'avvocato Salvatore Canciello, e le parti interessate che avevano sollevato le gravi difformità edilizie, cioè Carmine Tursi e Anna Miele, rappresentati dagli avvocati Francesco Di Ciollo e Mattia Di Ciollo. Non è parte del procedimento il sindaco Armando Cusani, che ha ceduto la sua quota originaria nella società dell'hotel ma resta controparte in quanto capo dell'amministrazione che ha emesso l'ordine di demolizione. L'effetto dell'ordinanza pubblicata ieri riporta alla necessità di applicare la determina emessa dal Responsabile Area 2 con cui è stato disposto l'annullamento del permesso a costruire per l'albergo nonché della concessione in sanatoria. L'ordine è stato firmato il 9 maggio scorso e mai eseguito perché, appunto, nel frattempo è stato depositato il ricorso ma adesso è impossibile, salvo ulteriore impugnazione in secondo grado, e bisognerà procedere all'acquisizione di quanto realizzato e dell'area di sedime prima di avviare l'abbattimento. Il Tribunale amministrativo spiega la decisione in questo modo: «...da un sommario esame il ricorso non appare assistito da fumus boni iuris, posto che il provvedimento impugnato appare soddisfare i requisiti indicati nell'ordinanza di questa sezione n.144 del 24.03.2022, con il richiamo agli accertamenti contenuti nelle sentenze ivi descritte che evidenziano diffuse illiceità di rilevanza penale».