La segreteria provinciale del sindacato Ugl Pensionati sta sostenendo alcuni utenti nella battaglia legale contro l'Inps, per contestare l'epilogo di una serie di accertamenti che li hanno esposti a ingenti richieste di denaro da parte dell'istituto previdenziale. Molti pensionati si sono visti recapitare richieste di restituzione di somme di denaro, anche piuttosto consistenti, per avere percepito indebitamente, secondo l'ente, ma di fatto a loro insaputa, una pensione mensile troppo alta. Un trattamento che il sindacato ritiene ingiusto, praticamente vessatorio.


A portare avanti questa battaglia è Mario Berna, sindacalista di lungo corso e attuale segretario provinciale della Ugl Pensionati, che non ha esitato a schierarsi dalla parte di chi ha ricevuto le raccomandate da incubo inviate dall'Inps di Latina. Il caso più eclatante riguarda una donna di Latina che si è vista contestare conteggi risalenti a un periodo lavorativo di sessant'anni fa. Proprio così, la pensionata in questione si trova in quiescenza da una decina di anni, ma si è vista recapitare una richiesta di restituzione, da parte dell'Inps, che oscilla tra i novemila e i diecimila euro. L'istituto nazionale della previdenza sociale ha infatti contestato alla donna di avere percepito, nell'arco di nove anni di pensione, più di quanto avesse diritto a ricevere, stando a quanto accertato in seguito al ricalcolo delle retribuzioni da lei ricevute negli anni Sessanta nel giro di sei annualità contributive.

La richiesta è il frutto dei controlli informatizzati che molto spesso fanno emergere errori e quindi differenze sostanziali tra la pensione realmente maturata e quella percepita. A un altro utente che si è rivolto al sindacato Ugl, l'Inps ha chiesto la restituzione di una somma di poco inferiore ai duemila euro, in seguito al ricalcolo di quanto ha percepito tra il 2017 e l'autunno dello scorso anno. Oltre alle contestazioni formali, ai pensionati arrivano anche i bollettini per i pagamenti, a volte anche con rate a dir poco impegnative, visto che il più delle volte parliamo di famiglie monoreddito che si sostengono esclusivamente con le pensioni, o peggio vedove che percepiscono una piccola pensione e quella di reversibilità del marito deceduto.
«Contesto fortemente questo modo di fare - commenta Mario Berna, segretario provinciale di Ugl Pensionati - La freddezza di questi ricalcoli rappresenta un maltrattamento dei pensionati e per questo stiamo assistendo i nostri associati nella consulenza legale».