La Procura di Latina ha esercitato l'azione penale e ha chiesto il giudizio immediato nei confronti di Diego Casamonica di 43 anni, Guido Casamonica e Marco Casamonica entrambi 23enni, rispettivamente, figlio e nipote, residenti a Roma nella zona della Romanina, arrestati dalla Squadra Mobile di Latina lo scorso maggio per estorsione e tentata estorsione nei confronti dei titolari di due locali del capoluogo pontino. I tre si erano presentati prima in un bar bistrot e a seguire in un ristorante.

E' stato il Procuratore Capo Giuseppe de Falco a chiedere il giudizio immediato a seguito anche dell'incidente probatorio che si era svolto lo scorso luglio in Tribunale. Il giudice per le indagini preliminari Mario La Rosa che aveva emesso le ordinanze di custodia cautelare ha fissato la prima udienza per il prossimo 14 dicembre davanti al Collegio penale. Non è escluso che i difensori degli imputati, gli avvocati Gaetano Marino, Massimo Frisetti, Antonio Filardi e Giuseppe Squittieri, chiedano dei giudizi alternativi.

I tre imputati - secondo quanto è emerso nel corso delle indagini della Squadra Mobile - avevano preteso che i titolari di due attività commerciali, tra cui un ristorante alla Marina, assecondassero le richieste. Tra le frasi con cui uno dei tre ha cercato di intimorire il titolare una è significativa ed è finita nel fascicolo. «Lo sai chi sono io no? Lo sai chi sono i Casamonica?». Nell'ordinanza di custodia cautelare il magistrato Mario La Rosa aveva sostenuto che: «Diego Casamonica, era ben consapevole della fama criminale che il nome di famiglia porta. La spregiudicatezza al rispetto delle regole del vivere, ponendosi al di sopra delle stesse non curanti della possibile presenza di altre persone, sono indicativi della loro personalità».