Penultimo atto ieri pomeriggio in Tribunale del processo per i due veterinari della Asl ritenuti i presunti responsabili di truffa e peculato. In aula il pubblico ministero Daria Monsurrò ha tirato le somme dell'inchiesta, condotta dai Carabinieri del Nas e ha formulato le richieste di condanna per Piero Giuliani e Umberto Sciscione. Il procedimento era stato aperto nel 2014 a seguito di controlli degli investigatori che avevano focalizzato l'attenzione sugli spostamenti dei due professionisti durante gli orari di servizio.

Il pm ha chiesto due anni e otto mesi per Piero Giuliani e due anni e quattro mesi per Umberto Sciscione. La parte civile è rappresentata dagli avvocati Archidiacono e Leone che hanno chiesto le condanne anche per altri due capi di imputazione. I difensori degli imputati, gli avvocati Fiore e Ciotti durante la loro arringa hanno chiesto l'assoluzione, sostenendo che non è stata raggiunta la prova nel processo e che non sono emersi riscontri concreti all'impianto accusatorio. L'udienza è terminata alle 17 ed è stato rinviata per le repliche all' 11 ottobre e a seguire i giudici entreranno in camera di consiglio. Il magistrato ha ricostruito l'indagine ripercorrendo le fasi salienti, a partire da quando i due imputati - secondo quanto ipotizzato - risultavano in servizio e invece non era così ma uscivano per interessi di natura personale, in alcuni casi per fare la spesa. Giuliani doveva rispondere anche del reato di peculato. E' emerso che veniva utilizzata l'auto di servizio e il carburante per spostamenti sempre personali e la Procura aveva messo in rilievo di aver ripetutamente utilizzato, in tempi diversi, «per finalità egoistiche e private» la vettura di servizio Panda» nell'area di sua competenza quale dirigente medico, ossia tra Pontinia e Sabaudia.