Il percorso di riequilibrio di bilancio del Comune di Sperlonga è ancora incompleto e le casse dell'ente debbono restare sotto stretto controllo degli organi burocratici e politici. Lo afferma la Corte dei Conti del Lazio in una delibera di osservazioni appena notificata all'amministrazione e al Ministero dell'Interno. Non basta dunque aver fornito chiarimenti per alcuni buchi clamorosi nella finanza dell'ente, per esempio le giustificazioni sul contenzioso con il dismesso Consorzio Acquedotti degli Aurunci. «L'ente ha fornito parziale riscontro - si legge nella delibera - alla deliberazione istruttoria numero 40/2022, atteso che i documenti contabili relativi al rendiconto 2021 e al bilancio di previsione 2022-2024 sono stati acquisiti d'ufficio tramite Bdap. Risultano invece ritualmente trasmessi gli atti relativi... alla sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Roma a definizione del giudizio tra Comune di Sperlonga e Consorzio Aurunci» per una somma di 1,5 milioni di euro. Sotto la lente della Corte dei Conti, come è noto, sono finiti gli esercizi finanziari 2019 e 2020 e l'obiettivo è quello di superare «seppur gradualmente le gravi criticità contabili e finanziarie accertate nel corso delle verifiche». Nel lasso di tempo intercorso tra l'inizio della verifica e oggi c'è stata una (obbligatoria) operazione trasparenza usi dati contabili nonché sulle «situazioni debitorie sino ad oggi non correttamente riportate nei documenti di bilancio».

E in questo elenco rientra, appunto, il debito fuori bilancio del Consorzio idrico, dismesso ormai da molti anni. Un passaggio che la Corte dei Conti definisce (nero su bianco) «operazione verità» che «ha determinato un netto peggioramento del disavanzo di amministrazione che risulta, al 31 dicembre 2021, pari a -5,8 milioni di euro, tale da indurre a ricorrere al piano di riequilibrio finanziario pluriennale».