La banda del buco aveva pianificato un altro colpo sensazionale in via Isonzo, uno di quei furti studiati per aggirare i dispositivi di allarme di una gioielleria passando attraverso i negozi adiacenti, ma questa volta i soliti ignoti hanno dovuto fare i conti con la telesorveglianza di una delle attività commerciali scelte per la rocambolesca via d'accesso, la vigilanza in tempo reale di un'agenzia di viaggi che ha mandato letteralmente in fumo l'azione criminale, costringendo i banditi a battere in ritirata prima ancora di raggiungere il bottino, giusto in tempo per evitare l'arrivo dei Carabinieri della Sezione Radiomobile che si sono precipitati sul posto in pochi minuti. Del caso si stanno occupando gli investigatori della Compagnia di Latina, intervenuti l'altra notte per le ricerche dei fuggitivi e un accurato sopralluogo.

Nonostante il fallimento del piano, è chiaro che a colpire siano stati veri e propri specialisti dei furti. I ladri hanno dovuto mollare tutto prima che il piano fosse portato a termine, ma non sembrano esserci dubbi che il vero obiettivo fosse la gioielleria di via Isonzo situata accanto al forno, all'altezza di via Parini. Gli scassinatori sapevano bene che non potevano passare per l'ingresso principale, certamente protetto da un dispositivo d'allarme, quindi avevano progettato di passare attraverso i negozi vicini bucando le pareti comunicati. La via d'accesso più scontata era proprio il forno, chiuso da qualche mese, ma a bloccarli era stata la presenza, su quel lato, di un negozio di kebab aperto fino a notte fonda. Sì, perché i ladri sono entrati in azione mentre quest'attività era ancora aperta.

Fatto sta che il piano prevedeva di attraversare ben due negozi, scelti perché considerati dai ladri obiettivi non sensibili: il primo della serie, sul lato del palazzo che affaccia verso il centro città, è infatti un asilo nido privato, accessibile attraverso una porta a vetri secondaria rispetto alla facciata dell'edificio, che i banditi hanno forzato facilmente, mentre il secondo ospita un'agenzia di viaggi. Rispetto al primo, quest'ultimo locale è dotato di allarme, ma probabilmente i soliti ignoti si aspettavano che non fosse monitorato costantemente perché sprovvisto di materiale di valore.

In ogni caso, dopo avere forzato indisturbati la porticina dell'asilo, i ladri si sono messi al lavoro e hanno bucato la parete comunicante con l'agenzia di viaggi. Una volta entrati nel secondo negozio, gli scassinatori non hanno perso tempo a rovistare nel locale, ma si sono subito dati da fare per liberare la parete comunicante con la gioielleria, in un punto che reputavano giusto per entrare direttamente nella zona blindata, evitando l'area espositiva antistante. Ma i banditi non hanno neppure avuto il tempo di iniziare a bucare la seconda parete, perché l'istituto privato di vigilanza che gestisce la telesorveglianza installata all'interno dell'agenzia di viaggi, ha rilevato la presenza di estranei, attivando il fumogeno all'interno del locale, oltre ad allertare i Carabinieri.

Gli investigatori non escludono che la banda sia la stessa che ha già colpito in città negli ultimi tempi. A fine luglio un'azione identica era stata sventata in via Pio VI, mentre qualche settimana prima, a Borgo Montello, i banditi avevano utilizzato lo stesso metodo, ma invece di compiere un furto nella notte, avevano atteso l'apertura della gioielleria il mattino seguente, per costringere le dipendenti ad aprire la cassaforte dei preziosi. Invece l'ultimo precedente eclatante, nella zona di via Isonzo, risale a due anni fa, quando i ladri riuscirono a svaligiare un compro oro, bucando il solaio di un appartamento sovrastante libero da qualche giorno. Due notti fa, invece, col sistema dei buchi nelle pareti è stato svuotato il magazzino di un negozio di scarpe all'angolo con via Don Luigi Sturzo.