È stato necessario l'intervento della forza pubblica per liberare una parte degli appartamenti del complesso Pennacchi finiti al centro dell'esecuzione immobiliare che ha già fatto registrare la vendita di alcuni degli immobili all'asta. Nella mattinata di ieri, in particolare, è stata data esecuzione al provvedimento di sfratto emesso dal Tribunale di Latina, su richiesta del custode giudiziario, a carico di una parte degli inquilini che da mesi non versano i canoni di affitto, quindi hanno accumulato una morosità notevole con la curatela fallimentare.
La decisione di liberare gli immobili occupati da chi non sta onorando più il contratto d'affitto, arriva in questi giorni nella prospettiva di un nuovo tentativo di vendita all'asta degli immobili pignorati prevista per i prossimi mesi, probabilmente già con l'inizio del nuovo anno. Prima di tutto perché ormai è venuta meno la possibilità, della curatela, di ricavare redditi dagli immobili occupati dai morosi, ma inevitabilmente anche per mettere gli eventuali acquirenti nella condizione di entrare in possesso degli appartamenti, in caso di acquisto tramite la procedura giudiziaria. Del resto un alloggio occupato da inquilini morosi è molto meno appetibile di un immobile che invece assicura un reddito.

Nello specifico ieri mattina, attraverso un'operazione interforze coordinata dalla Questura che ha assicurato la presenza di Polizia, Carabinieri, Polizia Locale e Guardia di finanza, sono stati liberati cinque degli appartamenti occupati dai morosi, ma sono in corso procedure di sfratto anche per altri immobili tuttora occupati, mentre alcuni era già stati liberati spontaneamente nelle scorse settimane.

L'esecuzione giudiziaria rientra nella procedura avviata da un istituto di credito per un mutuo in parte non onorato dalla vecchia proprietà del complesso immobiliare, l'intero isolato compreso nel quadrilatero tra corso Matteotti, via Don Morosini e le traverse via Pisacane e via Adua, composto dalla piastra commerciale al piano terra, il grattacielo e gli altri due stabili per buona parte residenziali. Il pignoramento ha interessato buona parte degli immobili per l'equivalente del debito, tranne alcune unità rimaste nella disponibilità della società finita al centro dell'esecuzione immobiliare. A nulla sono valsi i ricorsi presentati dagli ex proprietari, per fermare le vendite giudiziare, anche alla luce delle criticità dovute alla predisposizione delle utenze centralizzate delle forniture energetiche, nell'ambito di un piano di gestione del compendio immobiliare, sin dalla sua progettazione, improntato alla locazione di appartamenti, negozi e garage sotto un'unica proprietà.