«Sono stati quindici mesi molto duri ma ho sempre avuto fiducia nella Giustizia e nel fatto che venisse riconosciuta la mia estraneità ai fatti contestati». Voce rauca, visibilmente commosso, Matteo Adinolfi, commenta così il decreto di archiviazione del gup di Roma con cui viene esclusa la sua responsabilità nello scambio elettorale politico mafiosa con il clan autoctono dei Di Silvio. L'atto è stato notificato due giorni fa e accoglie la tesi della difesa e una conforme richiesta della pubblica accusa del 15 giugno scorso. Adinoldi, professore di educazione civica prestati da un po' alla politica ed europarlamentare della Lega era indagato da luglio 2021 insieme ad Emanuele Forzan, ex coordinatore della Lega di Sezze e responsabile organizzativo della lista «Noi con Salvini» alle amministrative del 2016, e Raffaele Del Prete, imprenditore del settore dei rifiuti. Veniva contestato a tutti un accordo con il clan Di Silvio, per il tramite di Agostino Riccardo, poi collaboratore di giustizia in base a due intercettazioni ambientali da cui, ad un più approfondito esame, è emersa la estraneità di Adinolfi all'eventuale patto di scambio elettorale, che come è noto viene tuttora contestato agli altri due indagati. Per illustrare la svolta positiva del procedimento per l'eurodeputato è stata convocata oggi pomeriggio una conferenza stampa al circolo cittadino, cui hanno partecipato anche i difensori, gli avvocati Luca Giudetti e Guerino Maestri.