Si è avvalso della facoltà di non rispondere il collaboratore scolastico finito nei giorni scorsi agli arresti domiciliari ritenuto il presunto responsabile di un episodio di violenza sessuale su una studentessa di Latina, una minore.

In occasione di una circostanza l'uomo avrebbe palpeggiato la ragazzina nelle parti intime è questa la contestazione contenuta nell'ordinanza cautelare. Ieri mattina l'indagato è comparso in Tribunale per l'interrogatorio di garanzia davanti al magistrato che nei giorni scorsi ha emesso il provvedimento restrittivo. Ha scelto la strada del silenzio di fronte alle contestazioni del giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Era stato il pubblico ministero Marco Giancristofaro, titolare dell'inchiesta, a chiedere l'applicazione della misura cautelare, sulla scorta degli elementi raccolti dai Carabinieri tra cui le dichiarazioni rilasciate dalla parte offesa, assistita da una psicologa. L'adolescente aveva ricostruito cosa era accaduto in occasione degli incontri avvenuti a scuola con l'indagato, un insospettabile incensurato residente a Nettuno.

In base a quanto è emerso l'uomo ha avvicinato la studentessa durante la ricreazione offrendole una merendina e un caffè e in un secondo momento ha cercato di baciarla e le ha palpeggiato il sedere e il seno. Ha anche seguito la minore mentre andava alla toilette chiedendole di andare da lui. A distanza di tre anni dai fatti contestati, la studentessa mentre parlava con una persona di fiducia e con cui aveva confidenza, ha raccontato quello che è successo riuscendo a liberarsi di un grandissimo peso e a ha ripercorso l'incubo vissuto. E' scattata l'indagine che ha portato all'arresto del bidello, un uomo di 64 anni, prossimo alla pensione. E' emerso dai successivi accertamenti che i palpeggiamenti sono avvenuti prima delle lezioni di educazione fisica, tra l'ottobre e il novembre del 2019 e che l'uomo a quanto pare avrebbe fatto all'adolescente diversi apprezzamenti. E' questo quello che ha dichiarato la parte offesa, rimasta traumatizzata e particolarmente segnata - hanno osservato gli inquirenti - a causa delle condotte del 64enne.

Le indagini sono scattate nel 2021 e subito è stata inviata una segnalazione al dirigente scolastico dell'istituto. Il caso con grande delicatezza è stato trattato dalla Procura che ha ascoltato in forma protetta la parte offesa le cui dichiarazioni sono state ritenute attendibili e coerenti.
L'unico episodio contestato è avvenuto prima della pandemia e solo in un secondo momento la minore ha trovato la forza e il coraggio di riferire nel dettaglio cosa le è accaduto.

Il bidello è difeso nel procedimento dagli avvocati Daniele Giordano e Matteo Restante. La misura restrittiva è stata eseguita dai Carabinieri del Comando Provinciale venerdì scorso e il 64enne da almeno un anno ha cambiato la scuola dove sono avvenuti gli abusi.