Ha percosso la figlia. E la violenza oltre che fisica è stata anche psicologica. Minacce e abusi sono andati di pari passo. Lei si è portata dietro per anni le cicatrici «invisibili» delle percosse, delle minacce e degli abusi che ha subito in silenzio quando non aveva compiuto 18 anni. Sono diverse le accuse nei confronti di un uomo di 51 anni di Latina che il prossimo 18 novembre sarà processato dal giudice del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone con le pesante accusa di aver abusato della figlia. Violenza sessuale aggravata dalla minore età e dal vincolo parentale è quello che contesta la Procura. L'imputato che vive in una località del Nord Italia ed era finito in carcere un anno e mezzo fa, ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, un giudizio previsto dal codice e che prevede la riduzione di un terzo della pena. Erano stati gli agenti della Squadra Mobile di Latina a fare piena luce su quello che era accaduto alla ragazza, per anni rimasta in silenzio fino a quando grazie anche al sostegno di alcuni amici, non aveva deciso di confidarsi e raccontare cosa era accaduto.

Nel corso dell'inchiesta il pubblico ministero Martina Taglione, titolare del fascicolo, aveva chiesto un incidente probatorio per raccogliere e cristallizzare in questo modo la testimonianza della ragazza, una prova che rischiava di deteriorarsi. Nel corso della deposizione - dai risvolti drammatici - la giovane aveva rivissuto l'incubo e la testimonianza era stata sospesa in via precauzionale dal magistrato per un paio d'ore e in un secondo momento era ripresa. In base a quanto ipotizzato l'uomo aveva abusato della figlia quando rientrava a Latina per le vacanze (era separato) e stare insieme a lei. I fatti contestati sono avvenuti tra il 2018 e il 2020 e agli atti dell'inchiesta sono finite le minacce dell'imputato alla giovane. «Se parli e mi denunci ti sfregio con l'acido». La ragazza ha trovato la forza di raccontare tutto. Era stato il gip Giorgia Castriota a firmare il provvedimento restrittivo ritenendo quella del carcere la misura cautelare più congrua sulla scorta delle condotte dell'uomo. Adesso tra poco più di un mese il processo entra nel vivo ed è prevista la discussione con l'intervento del pm e a seguire quello della parte civile e della difesa. Sono due gli episodi presi in esame dagli investigatori. La vicenda è venuta alla luce grazie ad alcuni amici della vittima che hanno capito il suo stato d'animo e l'hanno convinta a denunciare.