Giulia Schiff, la giovane di 22 anni originaria della provincia di Venezia, salita alla ribalta per aver denunciato presunti episodi di nonnismo al Comani di Latina è tornata in Italia. Era stata in Ucraina a combattere e ieri ha partecipato ad una manifestazione a Roma dell'Associazione cristiana degli ucraini a Roma. «Sto ritrovando con voi il riconoscimento che non ho avuto finora in Italia. Lo sto ritrovando in mezzo a voi, qui a Roma. Penso che l'Italia abbia perso un ottimo militare. Finora non ho visto nessuna arma italiana», ha aggiunto la Schiff, che ha precisato di essere stata: «oltre la prima linea, facendo in particolare attività di ricognizione. Se ho mai ucciso qualcuno? Non posso parlarne, ma comunque faccio il soldato.
Il mio messaggio – aggiunge – è che l'Italia dovrebbe essere più solidale con il popolo ucraino: tanti civili stanno morendo, sto qui per portare la mia testimonianza agli italiani lontani da questa situazione per aprire loro gli occhi.
La realtà è diversa da ciò che vediamo in tv e sui giornali». Intanto a Latina il processo che vede come parte offesa Giulia Schiff riprenderà il 20 marzo.

E' stata autorizzata la citazione del Ministero della Difesa come responsabile civile ed escluse tutte le parti civili, tranne ovviamente Giulia Schiff. Tra cinque mesi è prevista la testimonianza della 22enne che sognava di diventare una pilota nell'Arma azzurra e che ha denunciato di aver subito dei maltrattamenti da alcuni paricorso in occasione del battesimo dell'aria.
La difesa degli imputati aveva messo in luce per gli enti l'astratta configurabilità del danno perchè non è ravvisabile alcuna forma di discriminazione.
Gli imputati - tra cui una ragazza (sono residenti tra le province di Bergamo, Brescia, Vicenza, Macerata, Frosinone e poi Tivoli e Civitavecchia) - hanno ribadito un punto: si è trattato di una tradizione e in passato la giovane vi ha partecipato e che quelli contestati non sono atti di nonnismo.