Lo hanno insultato su Facebook con frasi pesantissime. Valerio Catoia, il giovane di Latina affetto dalla sindrome di Down, è parte offesa in un processo che inizierà oggi in Tribunale e che vede due persone imputate. Hanno preso di mira il giovane autore di un gesto eroico: nel luglio del 2017 aveva salvato una bambina che stava rischiando di annegare nelle acque del mare di Sabaudia. I reati ipotizzati nei confronti di un professionista e uno speaker che vivono in Sardegna e in Toscana e hanno 52 e 31 anni, sono: l'istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale o religiosa e anche la diffamazione. E' questa la prospettazione del pubblico ministero Daria Monsurrò che aveva coordinato le indagini, scattate a seguito di una denuncia e condotte dalla Polizia Postale che era riuscita a risalire all'indirizzo telematico dei due uomini.

«Commenti oltraggiosi e negativi sia sulla persona che sulla disabilità», è quello che aveva sostenuto il pm. Le frasi incriminate avevano ripreso un post dedicato a Valerio Catoia pubblicato su una pagina del social network dove erano stati espressi dei giudizi positivi sul gesto del giovane. I due seminatori d'odio si sono lasciati andare a dei commenti gravissimi. In un caso un imputato ha scritto. «Ha usato il mongommone». La parte civile è assistita dall'avvocato Alessandro Mariani, gli imputati sono difesi dall'avvocato Alfonso Falcone.
Oggi è fissata l'apertura del dibattimento per dei fatti che risalgono al luglio del 2020. La storia di Valerio Catoia ha fatto il giro di Italia: è un atleta paraolimpico che ha ottenuto riconoscimenti importanti. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha nominato alfiere della Repubblica ed è diventato il protagonista di un docufilm «Haters e piccoli eroi».