Si è presentato puntualissimo in Tribunale ieri alle 13,30 quando era fissato l'inizio del processo: giacca scura e camicia bianca. In aula davanti al giudice monocratico Francesca Coculo, c'era lui: Valerio Catoia, il giovane affetto della sindrome di Down, atleta paraolimpico, diventato un eroe per aver salvato una ragazzina che stava per annegare a Sabaudia nel luglio del 2017. La sua storia ha fatto il giro di Italia e del mondo, ha ispirato un docufilm. Valerio era stato premiato anche dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Ieri figurava come parte offesa in un processo per gli insulti ricevuti su Facebook.
In aula accompagnato dai genitori e dalla sorella, come sempre ha regalato un bellissimo sorriso. I familiari rappresentati dall'avvocato Alessandro Mariani si sono costituiti parte civile mentre il processo che vede due persone sedute sul banco degli imputati è stato rinviato per la seconda volta al prossimo 17 aprile. La prima udienza era fissata per lo scorso maggio e anche in quella circostanza l'udienza era slittata. Gli imputati sono difesi dall'avvocato Alfonso Falcone.