E' accusato di aver preteso e poi preso delle somme di denaro ai genitori nel corso degli anni. E inoltre gli inquirenti hanno sottolineato - nel provvedimento restrittivo - che ha minacciato di suicidarsi e in alcuni casi ha danneggiato i mobili dell'abitazione pur di avere i soldi.

E' questa l'ennesima storia di un dramma familiare che si è consumato nel capoluogo pontino, frutto di un ricatto anche di natura emotiva. Prima la denuncia in Questura, poi le indagini con la richiesta della Procura di un provvedimento cautelare e infine il Tribunale di Latina ha accolto la richiesta, disponendo per un giovane di 30 anni del capoluogo l' allontanamento dalla casa familiare. Sono state queste le tappe della vicenda. Era stato il pm Antonio Sgarrella, titolare del fascicolo, a chiedere al gip Giuseppe Cario l'emissione di un provvedimento nei confronti del ragazzo. I fatti contestati sono andati avanti per diverso tempo fino a quando non è scattata una denuncia alla luce delle condotte dell'indagato ritenute penalmente rilevanti. Sono stati gli investigatori della Squadra Mobile di Latina ad occuparsi del delicato caso su cui è stato mantenuto uno stretto riserbo. Ieri mattina il giovane è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari per l'interrogatorio di garanzia. Ha scelto la strada dei silenzio e si è avvalso della facoltà di non rispondere a fronte delle contestazioni ipotizzate. Sulla vicenda hanno indagato con molto tatto i detective diretti dal Questore Michele Maria Spina, a seguito della denuncia presentata dai familiari per quello che accadeva tra le mura domestiche. Quando la situazione è diventata ingestibile, è stato chiesto l'esercizio dell'azione penale e sono scattati gli accertamenti che hanno portato all'emissione del provvedimento di allontanamento dalla casa familiare. L'episodio avvenuto nei mesi scorsi, testimonia quanto possano essere a volte difficili e conflittuali i rapporti tra le mura domestiche tra figli e genitori. Secondo quanto ipotizzato il giovane ha preteso delle somme di denaro dal padre e la madre e la sua reazione è stata tanto inaspettata quanto violenta per farsi consegnare ogni volta tra i 30 e i 40 euro, fino a raggiungere la somma di 300 euro.

In base all'ipotesi investigativa, i genitori, sempre più spaventati, alla fine hanno deciso di denunciare i fatti. Alla luce delle risultanze investigative il magistrato ha firmato il provvedimento e ieri si è svolto l'interrogatorio.