E' uscito definitivamente di scena da tutte le accuse. Assolto perchè il fatto non sussiste. E' quello che ha deciso il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Latina Giuseppe Cario nei confronti di R.G., queste le sue iniziali 39enne, un operaio residente a Latina, un incensurato. Ieri si è concluso l'ultimo atto del processo in Tribunale e l'imputato, difeso dall'avvocato Guerrino Maestri, ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, un giudizio previsto dal codice che prevede la riduzione di un terzo della pena in base agli elementi raccolti nel corso delle indagini preliminari. In questo caso il giudizio era condizionato all'esame della persona offesa e la deposizione della donna in aula alla fine ha avuto un peso nella decisione finale del magistrato che ha emesso la sentenza. L'imputato era ritenuto il presunto responsabile di maltrattamenti in famiglia. La violenza oltre che di natura fisica sarebbe stata anche psicologica nei confronti della compagna. I fatti si sono sviluppati in un arco temporale tra il 2016 e il 2020. Tutto questo sarebbe avvenuto anche alla presenza del figlio minore. In alcuni casi - sempre secondo quanto ipotizzato - il 39enne oltre ad insultare la compagna, a volte, travolto da scatti di ira e grande rabbia, ha rotto degli oggetti all'interno dell'abitazione e ha preso a schiaffi la donna. Erano stati i Carabinieri a condurre le indagini e in un secondo momento la Procura aveva chiuso l'inchiesta nei confronti dell'uomo indagato a piede libero.