Hanno chiesto una misura meno afflittiva sulla scorta della sospensione dal servizio e quindi dell'impossibilità della reiterazione del reato. E' questa la strada giudiziaria intrapresa dai legali del bidello arrestato nei giorni scorsi con la pesante accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una studentessa del capoluogo pontino che all'epoca era minore.
I fatti contestati sono avvenuti tra i mesi di ottobre e novembre del 2019. Gli avvocati Daniele Giordano e Matteo Restante che assistono il 65enne residente a Nettuno, hanno chiesto l'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare oppure lo riforma.
La parola passa ai magistrati che dovranno decidere se accogliere o meno la prospettazione della difesa e a seguire si pronunceranno. Era stato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giuseppe Cario ad emettere l'ordinanza di custodia cautelare sulla scorta delle risultanze investigative emerse al termine dell'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Marco Giancristofaro e raccolte dai Carabinieri. Il gip che aveva firmato il provvedimento restrittivo, aveva osservato che: «per limitare il pericolo di reiterazione appaiono proporzionati gli arresti domiciliari e non è idonea altra cautela a tutelare le esigenze di tutela della collettività. Ricorrono in ragione di attività stabilmente esercitata e altamente probabile - aveva messo in luce - la ripetizione in danno di altri minori della scuola». Nel corso dell'interrogatorio l'indagato era rimasto in silenzio e si era avvalso della facoltà di non rispondere.