Quella coltellata inferta ad un "amico" gli costa 8 anni di reclusione.


Ieri nella tarda mattinata il giudice del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario ha infatti condannato a 8 anni di reclusione il 58enne Giancarlo Sitta. L'uomo, apriliano, il 3 dicembre scorso ha incontrato un amico sessantenne, un conoscente in via Tiberio. I due sembra si conoscano da tempo e sembra che il 60enne da tempo fosse in debito con il Sitta. Nonostante quest'ultimo vantasse quindi un credito, il più grande avrebbe avanzato nuove richieste di denaro. Sitta avrebbe chiesto all'amico di saldare il debito ma quest'ultimo avrebbe affermato nuovamente di non essere in grado di farlo e di aver bisogno di 20 euro.
Non è stato accertato perché l'imputato vantasse il credito, perché avesse concesso un prestito al 60enne. Fatto sta che i due hanno iniziato a discutere sempre più animatamente fino a quando Sitta ha estratto un coltello a serramanico e prima ha minacciato la vittima, Giancarlo P., poi lo ha colpito. Uno dei fendenti ha raggiunto l'uomo al fianco destro. La lama, sebbene non lunghissima (non supererebbe i 10 centimetri di lunghezza) è penetrata fino a interessare anche il fegato. La vittima è crollata a terra mentre l'imputato si è dileguato lasciandola sanguinante a terra. Il 60enne è stato soccorso da un passante che lo ha visto in difficoltà e accortosi della copiosa fuoriuscita di sangue e trovandosi non lontano dalla clinica Città di Aprilia lo ha trasportato di corsa al pronto soccorso. Qui il personale medico ha riscontrato la gravità della lesione, lo ha ricoverato in codice rosso e poi è stato anche disposto un intervento chirurgico d'urgenza. Per alcuni giorni non è stato possibile sciogliere la prognosi, poi, per fortuna, il quadro clinico ha registrato i miglioramenti sperati e l'uomo è stato dichiarato fuori pericolo.

Mentre il ferito veniva medicato, è scattato l'allarme al 112. I carabinieri hanno potuto raccogliere i primi elementi di indagine utilissimi tanto da risalire in pochi minuti all'identità del presunto aggressore che, infatti, è stato rintracciato presso la sua abitazione in via Guido Rossa, non distante dal luogo del ferimento. E al momento della perquisizione è stato repertato anche un coltello che si presumeva essere l'arma usata per ferire la vittima.

L'interessamento di un organo vitale ha portato per il Sitta, un'accusa di tentato omicidio - all'inizio le ipotesi erano questa o le lesioni aggravate - che lo ha portato (difeso dall'avvocato D'Amico) davanti al giudice Giuseppe Cario. Il pubblico ministero, il dottor Miliano, ha deciso di chiedere una pena a 9 anni di carcere vista la gravità del gesto. Alla fine dell'udienza la pena chiesta dalla Procura è stata ridotta di un anno: Sitta dovrà scontare 8 anni di carcere.