Il poliziotto di Formia accusato di aver proposto incontri sessuali a due donne è stato condannato ieri pomeriggio a sei anni di reclusione dai giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
All'ex agente sessantenne, Andrea L., il Collegio del Tribunale sammaritano, presieduto da Sergio Enea, ha inflitto l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela ed all'amministrazione di sostegno. Per tutta la durata della pena i giudici hanno disposto anche la sospensione dell'esercizio della responsabilità genitoriale.
Inoltre l'uomo è stato condannato al risarcimento del danno nei confronti delle due donne da liquidarsi in sede civile, nonché al pagamento della somma di 2500 euro a titolo di provvisionale in favore di ciascuna delle parti civili ed al pagamento delle spese processuali.
Al sessantenne comunque non è stato contestato il reato di concussione, perché il fatto non sussiste, e questo è il motivo della riduzione di tre anni rispetto a quanto richiesto dal Pm, che, come si ricorderà, aveva proposto una condanna a nove anni di reclusione. I fatti si riferiscono al 2018 quando Andrea L. prestava servizio presso la sede della Polizia Stradale di Cellole, in località Centore. Due donne lo hanno accusato di aver abusato della sua posizione di pubblico ufficiale per chiedere prestazioni sessuali nel corso di controlli sulla statale Domiziana. Ad entrambe, secondo le accuse, aveva proposto di chiudere un occhio per delle violazioni al Codice della Strada in cambio di rapporti sessuali. In seguito a queste contestazioni, ovviamente, fu sospeso dal servizio e nell'udienza che si è tenuta nei giorni scorsi presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, il pubblico ministero ha chiesto la condanna a nove anni di reclusione. Il processo si basava su due episodi; il primo avvenuto a Mondragone l'otto marzo di quattro anni fa durante un normale controllo stradale nei confronti di una donna, che viaggiava insieme alla figlia di otto anni.