I giudici del Tribunale del Riesame di Roma hanno riformato l'ordinanza di custodia cautelare che aveva portato agli arresti domiciliari il bidello di 65 anni residente a Nettuno, accusato di violenza sessuale nei confronti di una studentessa di Latina che all'epoca dei fatti era minore.
L'episodio era avvenuto in una scuola del capoluogo pontino, diversa rispetto a quella dove il collaboratore scolastico ha lavorato nel corso di quest'anno. L'indagato lascia gli arresti domiciliari - come disposto dai magistrati romani - nei suoi confronti è stato disposto il divieto di avvicinamento alla ragazza insieme alla misura interdittiva della sospensione dal servizio.

Erano stati gli avvocati Daniele Giordano e Matteo Restante che assistono il 65enne, ad impugnare il provvedimento cautelare firmato dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario che aveva accolto la richiesta della Procura e del pm Marco Giancristofaro disponendo gli arresti domiciliari nei confronti dell'insospettabile, arrestato lo scorso 7 ottobre dai Carabinieri che gli avevano notificato il provvedimento cautelare mentre era in servizio. Come aveva osservato la Procura e il gip: «per limitare il pericolo di reiterazione appaiono proporzionati gli arresti domiciliari e non è idonea altra cautela a tutelare le esigenze di tutela della collettività. Ricorrono in ragione di attività stabilmente esercitata e altamente probabile - aveva messo in luce - la ripetizione in danno di altri minori della scuola».