Le vacanze in barca nel mare antistante alle coste pontine sono costate caro a una serie di imprenditori, finiti al centro dei controlli della Guardia di Finanza per evasione fiscale. Nelle scorse settimane infatti si sono conclusi gli accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle in seguito ai controlli effettuati nell'arco della stagione estiva lungo le coste laziali e in particolare al largo della provincia di Latina, tra le località balneari più gettonate. Nei guai sono finiti i possessori di unità da diporto con bandiere estere, uno stratagemma utilizzato per non dichiarare al Fisco il possesso di beni di lusso, quindi di redditi superiori a quelli dichiarati.

L'operazione portata a termine in ambito regionale è stata coordinata dal Reparto Operativo Aeronavale di Civitavecchia, che in questi giorni, a margine dei provvedimenti adottati, ha tracciato un bilancio dell'azione di contrasto all'evasione fiscale. In particolare l'attività investigativa delle Fiamme Gialle Aeronavali si è concentrata principalmente sui possessori di prestigiose imbarcazioni da diporto, che hanno tentato la "schermatura" del bene iscrivendo il mezzo nautico nei registri di paesi esteri. Generalmente questo è uno stratagemma impiegato da quegli imprenditori che intendono ridurre i costi di gestione, al tempo stesso cercando invano di nascondere al fisco italiano la proprietà dei beni di lusso, eludendo l'obbligo di dichiarazione previsto nr.227 del 1990 sul "monitoraggio fiscale", quindi prospettando in maniera artefatta una capacità contributiva inferiore rispetto a quella reale.