Ha preferito non dire nulla. Non un minimo accenno alla provenienza di tutta quella droga per cui è finita in manette. E così ieri, al termine dell'interrogatorio davanti al giudice Cario, Mirella Clementini - per cui l'avvocato di fiducia Daniele Cardenia aveva chiesto la scarcerazione - la 58enne è tornata in carcere.


La donna che a quanto risulta avrebbe una occupazione presso una mensa e, soprattutto, non avrebbe alcun tipo di precedente alle spalle, sembra essere stata fermata per un controllo dal personale della Squadra Mobile di Latina in Largo delle Rose. E' molto probabile che gli inquirenti fossero sulle sue tracce e siano andati a colpo sicuro. Forse sapevano o sospettavano che la donna potesse nascondere qualcosa.

E forse quando la 58enne, alla vista delle divise, ha mostrato un nervosismo ingiustificato è scattata la perquisizione personale, ma soprattutto domiciliare. E' infatti esaminando la casa prima e poi la cantina di pertinenza che gli agenti hanno notato un trolley. All'interno vi erano 10 panetti che, dopo le verifiche, si è accertato contenevano cocaina, 11,13 chili di droga. Un quantitativo da centinaia di migliaia di euro quello nascosto in quella cantina. La donna è stata dichiarata in stato di arresto ed è stata trasferita nel carcere femminile di Rebibbia a Roma dove attenderà il processo a suo carico.
Restano gli interrogativi sulla provenienza e soprattutto sui veri proprietari di quel carico. E' infatti quasi certo che la donna sia stata scelta da qualche gruppo criminale proprio perché incensurata, insospettabile, la persona perfetta per nascondere la droga e renderla disponibile all'occorrenza. Proprio ad Aprilia sono state scoperte case magazzino come quella di Largo delle Rose in passato. Abitazioni prese in affitto da soggetti insospettabili per lo più. Sono in corso ulteriori accertamenti per capire se la cantina in questione sia di proprietà della 58enne o sia stata presa in locazione proprio per nascondervi lo stupefacente. E' probabile che tutti i contatti telefonici della donna siano passati al setaccio e si stiano cercando ulteriori elementi utili alle indagini. Si deve risalire a chi siano i reali proprietari della droga che la donna non sembra voler tradire in alcun modo a costo di restare in carcere. Criminali che le avrebbero dato un canone mensile che ad Aprilia oscilla probabilmente da alcune centinaia di euro a mille. Un guadagno che in confronto alla pena che la donna ora rischia per l'ingente quantità di droga appare del tutto irrisorio.