E' stato parzialmente accolto il ricorso discusso davanti al Tribunale di Sorveglianza di Padova presentato dall'avvocato che assiste Carmine Di Silvio, 49 anni, conosciuto come «Porcellino», imputato nel processo Scarface che si sta celebrando in questi giorni a Roma dove viene contestata l'aggravante mafiosa e arrestato nel 2010 nel corso dell'operazione Lince.

A presentare l'istanza per una serie di situazioni ritenute pregiudizievoli che avrebbe subito Di Silvio durante la detenzione in alcune carceri italiane, è stato l'avvocato Antonino Castorina del Foro di Reggio Calabria che assiste l'imputato, attualmente detenuto nel carcere di Rovigo. Tutto questo sarebbe avvenuto a causa del sovraffollamento delle strutture dove il 49enne è stato detenuto. Nell'ordinanza firmata dal giudice del Tribunale veneto Stefano Furlani, sono state accolte le richieste relative alla detenzione di Latina nella casa circondariale di via Aspromonte durata sette giorni. «Viene specificato da parte del magistrato di sorveglianza - è riportato in una nota del legale dell'imputato - che per la detenzione a Latina viene provato che per sette giorni ci sia stato un trattamento disumano e degradante». Di Silvio negli ultimi anni è stato in diverse strutture tra Lazio e Campania.