Mercoledì approdano sul tavolo dell'Ispettorato provinciale del lavoro due storie che sconfinano e vanno oltre le mancate retribuzioni, per lambire il sistema di accoglienza dei migranti. La società convocata per la violazione dei diritti di due dipendenti è la cooperativa Karibù che, insieme al consorzio Aid ha ritardato la erogazione degli stipendi fino a 15 mesi.

Ma negli atti prodotti dai due lavoratori di origine marocchina convocati per il 2 novembre c'è anche dell'altro, ossia l'uso di fatture false per ricavarne lo stipendio in nero dei due collaboratori. A denunciarlo è il sindacato Uiltucs in una nota che viene diffusa alla vigilia della convocazione e che riassume quanto accaduto ad un numero crescente di lavoratori della coop Karibù, una delle realtà più attive nel campo dell'accoglienza e dell'assistenza ai migranti. Si tratta di un servizio erogato dal Ministero dell'Interno e affidato in appalto. Il segretario della Uiltucs, Gianfranco Cartisano, per questo motivo la scorsa settimana aveva proposto un intervento in surroga, ossia il pagamento da prelievo a valere sui fondi ministeriali assegnati alla Karibù.

Oltre ai due operatori marocchini che saranno sentiti mercoledì, altri quattro dipendenti hanno presentato istanza di regolarizzazione del pagamento delle retribuzioni arretrate. Finora la società Karibù non è intervenuta nella vertenza aperta ormai da qualche mese. Le prime avvisaglie che qualcosa non andasse per il verso giusto all'interno della coop e del consorzio Aid lo si era compreso a luglio scorso quando il primo gruppo di lavoratori della rete di accoglienza per adulti e minori stranieri presenti sul territorio della provincia di Latina aveva chiesto al sindacato Uiltucs un intervento utile a recuperare in alcuni casi oltre dieci mensilità arretrate. Non era una vertenza di lavoro come tante (purtroppo tantissime) altre, perché riguardava la modalità stessa con cui viene gestita l'assistenza ai migranti. Ossia: gli operatori addetti all'accoglienza avevano essi stessi gravi problemi economici e, in definitiva, di sfruttamento. Una delle motivazioni ufficiali addotte per il ritardo nel pagamento delle spettanze è l'effetto a cascata nella erogazione delle tranches che dal Ministero vanno alle società e alle cooperative aggiudicatarie del servizio sulla base di un appalto nazionale per lotti. Che per quanto riguarda il territorio della provincia di Latina è stato assegnato anche alla Karibù.