Ha visto il mare per la prima e ultima volta nella sua vita, il cane Poldo, l'altro giorno a Fondi. Ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio è stato il dog trainer Giulio Bianchi ha deciso di condividere su Facebook questa storia, bella e triste allo stesso tempo. Poldo era un cane grande, quasi cinquanta chili, abbandonato anni fa per strada. Finì in un canile e qualche tempo dopo gli venne diagnosticata una grave malattia, una spondiloartrosi degenerativa. A quel punto gli venne cercata una sistemazione in grado di accudirlo. E qui si incontrano Giulio e Poldo. Il resto lo racconta su Facebook il dog trainer:

"E così le nostre vite si incontrarono, io e Poldo ci sentimmo pronti fin da subito a combattere, o quantomeno a convivere, il più possibile con quella malattia terribile e dolorosa contro la quale non esistevano rimedi, tenendola a bada con terapie e massaggi quotidiani, fin quando non saremmo stati entrambi d'accordo sul lasciarla vincere.. Fin quando tu, mio amato Poldo, non mi avessi chiesto di smettere. Così dopo questi ultimi quattro giorni un po' più duri del solito, ieri lo hai fatto.
Eri sfinito, esausto, non ce la facevi veramente più… Così, dopo aver chiesto dei pareri medici, ho dovuto scegliere di assecondarti.
Oggi mi trovo qui, su questa spiaggia deserta insieme a te, accompagnati dal sole, da un vento leggero e dal suono delle onde. Non credo che tu abbia mai visto il mare prima d'ora, non è giusto questo. So che finalmente te lo meriti.
E poi non volevo che ti addormentassi al freddo in un ambulatorio, tra gli sguardi delle altre persone. Tutti i cani che hanno finito il tempo dovrebbero addormentarsi qui, chi se ne frega delle regole certe volte. Volevo che fossimo solo io e te, come in questi ultimi tre brevi lunghi anni. Volevo avere il modo di alzare subito gli occhi e cercare di capire dove stessi andando, in quale posto esattamente, così da poter guardare proprio in quel punto e forse vederti, insieme agli altri, che ne so…
Non so niente ora Poldo, non so neanche come si vive senza di voi, non mi sono mai abituato a dirvi addio. Ma ormai è tardi e non saprò farlo certamente adesso, il dottore sta arrivando, ed io non riesco a non essere arrabbiato, non con te amore mio, ma con quelli che non ti hanno mai adottato, con quelli che non hanno mai adottato un cane dal canile perché sono sempre stati fermati improvvisamente dall'acquisto compulsivo di un labrador o di un bulldog francese, di un barboncino toy che puntualmente raggiunge i 15kg da adulto, o che hanno scelto di adottare uno dei 7/10 cuccioli sfornati puntualmente dal cane della loro vicina impazzita. E così questa inesorabile conta dei giorni che restano assume un sapore ancora più amaro, perché almeno io qui ti abbracciavo, ti coccolavo e posso dire fermamente e senza vergogna che ti viziavo più che potevo. Ma nei canili la maggior parte dei cani non li abbraccia, non li vizia e non li coccola nessuno, o comunque, mai per un tempo sufficientemente appagante.
Ma non le cambieremo mai quelle teste dure, quindi a prescindere probabilmente non ti avrebbero mai meritato.
Non aver paura Poldone mio, ci sono io accanto a te. Quante cose vorrei dirti tutte insieme anche se sono sicuro di avertele già dette, è che se sono cose importanti le devi ripetere, non basta dirle una sola volta, l'amore non si deve mai dare per scontato. Ma non c'è più tempo, il veterinario è arrivato, ora basta parlare, ora basta soffrire. Credo di avere solo il tempo sufficiente per baciarti in silenzio e sussurrarti il mio addio. Dovrai correre verso un grande ponte, senza mai più voltarti indietro a questa vita, le zampe non ti faranno più male, riuscirai di nuovo a camminare anche senza di me. Sta per succedere amico mio, non temere, tu guardami solo negli occhi, io... ti tengo la zampa".